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Vecchio 01-17-2012, 02:01 PM
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Predefinito La sorpresa di Cristina

Titì, Tití.
1 messaggio non letto
"Ciao m.! T pss kiedere 1 suxfavore? Arrivo all 1 a fco mi vieni a
prendere? Nn dire nll a ness e' 1 sorpresa!!!"
Mittente: Cristina, sabato 21/06/2011 ore 10:19:23

Cristina. Arrivava da Milano per fare una sorpresa alla sua famiglia.
Si sarebbe sposata a breve e immaginai venisse a preparare di persona
le ultime cose. A me invece vennero subito in mente le sue tette
meravigliose e il suo culo leggermente più grosso della perfezione,
proprio come piaceva a me, con un po' di carne da stringere. Cristina,
su cui mi ero fatto un mare di seghe pensando di farci sesso duro.
Cristina, la mia futura cognata.

"Ciao, senti-- mi ha chiamato il mio capo, è successo un mezzo casino
al lavoro-- siccome lui è fuori città mi ha chiesto se posso andare a
dare un'occhiata. Sì-- no, non lo so-- no, non mi aspettare per pranzo.
Eh, lo so, ma me lo ha chiesto proprio come favore personale-- OK?
Allora ciao, ci sentiamo dopo, eh--" e la mia ragazza era sistemata.
Una piccola bugia a fin di bene, chissà che faccia avrebbe fatto
quando avrebbe visto sua sorella.

Sbrigai un paio di faccende e mi misi in macchina per raggiungere
l'aeroporto. Nel tragitto monotono sul raccordo iniziai a pensare a
come avevo visto crescere la mia futura cognata. Da ragazzina acerba
si era fatta una gran donna e anche un gran bel pezzo di fregna.
Ricordo ancora quando iniziai a vederla con occhi diversi. Avrà avuto
sui 17 anni e in me scattò come una molla. Entrò nella stanza dove ero
con la mia ragazza vestita solo con una maglietta che le arrivava a
malapena sotto il culo.
"Marco, tu non guardare" disse con una risatina.
Si avvicinò a una libreria e si mise in punta di piedi per prendere un
libro. Inevitabilmente la maglietta si tirò su e le scopri il culo,
appena coperto da un paio di mutandine nere piccole piccole.
Ovviamente io, senza che la mia ragazza lo notasse, guardai, eccome se
guardai. Dovetti cambiare posizione per non far notare il bozzo che mi
era cresciuto nei pantaloni. La molla era scattata. Cristina non era
più una bambina, cresceva e si faceva bella ed eccitante.

E quella volta in cui la vidi cambiarsi con la porta socchiusa? Passai
davanti alla sua stanza e la vidi di spalle, con addosso solo un
perizoma trasparente. I capelli biondi appena sotto le spalle, la
schiena liscia e definita, la vita stretta e la visione del suo
splendido culo. Dai lati della schiena si intravedevano le rotondità
del suo seno, già formato e incredibilmente non curante della forza di
gravità. Stava su da solo, sodo, generoso, esuberante. Mi soffermai
due secondi a vedere quella visione celestiale e a memorizzare
l'immagine del perizoma infilato bene in mezzo alle chiappe, per avere
materiale privilegiato con cui segarmi in seguito.

Crescendo Cristina di faceva sempre più bella. Iniziai ad avere una
specie di fissazione per lei. Non potevo farlo notare, ero uno della
famiglia-- avevamo un rapporto quasi da fratelli, dopo tutti quegli
anni a casa sua. Eppure mi piaceva da morire. Arrivai a desiderarla
tanto che una mattina, trovatomi improvvisamente solo a casa dei miei
suoceri, entrai nella sua stanza e rovistai velocemente nel suo letto
sfatto. Lì trovai un suo perizoma usato. Me lo portai immediatamente
al viso, inspirando forte. L'odore acre della sua fica mi inebriò.
Bellissimo, inconfondibile. Odorai ancora e ancora e leccai il
perizoma dove poco fa c'era stata la sua fica. Il cazzo mi esplodeva,
mi segai mentre lo odoravo e alla fine ci sborrai sopra.

Quando Cristina disse in casa che aveva ricevuto un'importante offerta
per lavorare a Milano mi dispiacque non poter vederla più molto
spesso, ma in un certo senso fui sollevato. Era la mia futura cognata
ormai e non poteva andare avanti così. Era off-limits, pericolo di
morte, non oltrepassare. La mia fissazione infatti iniziò a scemare;
sì, mi ci sparavo qualche sega saltuariamente (spesso in concomitanza
con le sue visite a casa), ma niente di speciale. Conobbe un collega a
Milano ed iniziarono a uscire insieme; ci sorpresero quando dopo pochi
mesi di fidanzamento annunciarono che si sarebbero sposati.

E adesso aspettavo Cristina nel Terminal 1 dell'aeroporto. Ero
divertito dalla sorpresa che aveva preparato per la sua famiglia. Una
cosa simpatica, dai.

Eccola uscire. Solo una borsa a tracolla, senza bagaglio. Bella. Un
vestitino corto, sandali ai piedi, magliettina attillata a evidenziare
le tette sode e rotonde. Stavano ancora su, nonostante gli anni
passino per tutti. Beato il cretino che se la scopa, pensai. Mi vide e
affrettò il passo. Mi abbracciò con trasporto e, da porco come sono,
notai la pressione delle sue tette su di me. Mi chinai un poco per
evitare che il mio cazzo venisse a contatto con il suo ventre. Bacio,
bacio, convenevoli,
comestaicomevatuttobenemachebellasorpresaholamacch inanelparcheggiovienièdiqua
e le cose che si dicono in queste occasioni.

Salimmo in macchina e misi la chiave nel quadro.
"Aspetta" disse . La guardai con aria interrogativa.
"Lo sai che mi sposo tra poche settimane" a metà frase mi mise una
mano su una coscia. Un allarme "Pericolo, erezione in vista" suonò
nella mia testa.
"Lui è una brava persona. Educato, rispettoso, ci vogliamo molto bene"
Allarme rosso! La mano sale verso la patta. Ripeto, la mano sta
salendo verso la patta!
"Ma c'è una cosa che voglio fare da tanto tempo e devo fare prima di
darmi completamente a lui" e così dicendo mi mise la mano direttamente
sul cazzo.

Rimasi un po' interdetto-- Hai capito la cognatina? Vuoi vedere che
mentre io mi facevo le seghe su di lei, lei si sditalinava pensando a
me?

Mi slacciò la cinta, abbassò i boxer e me lo prese in mano.
"Non mi vuoi?" mi disse con aria finto-innocente. Per tutta risposta
le afferrai una tetta. Era soda come avevo sempre immaginato. Iniziò a
segarmi. Non riuscivo a crederci. Davvero la mia futura cognata, su
cui mi ero sparato innumerevoli seghe, che sempre avevo desiderato
scopare ma con cui mai avevo voluto provarci stava nella mia macchina
con il mio cazzo in mano?
"Fai fare a me" mi disse.

Si chinò e mi prese il cazzo in bocca. Indugiò con la lingua sul
frenulo, poi leccò e succhiò la cappella. Lo tirò fuori. Lo segò con
gesti brevi ed energici e leccò l'asta. Scese verso le palle. Le leccò
una ad una, poi risalì lungo l'asta verso il frenulo. Mordicchiò e
rise brevemente. Poi lo ingoiò quasi fino in fondo. Era bellissima, le
passai una mano sulle schiena e arrivai fino al culo. Misi la mano
dentro la gonna. Non aveva perso l'abitudine di indossare il perizoma.
Mentre continuava a spompinarmi le palpai e strizzai le natiche, poi
scostai il suo intimo e sentii il calore umido della sua fica. Aveva
pochi peli, le mie dita si fecero strada tra di loro e la allargarono
leggermente. Il medio scivolò dentro aiutato dai suoi umori e cercò il
clitoride. Iniziai a sfiorarlo leggermente facendo piccoli cerchi con
il dito, lei fu presa da un fremito. Guardai brevemente se c'era
qualcuno nel parcheggio e tirai giù i sedili della macchina. Ora
toccava a me. Le abbassai la gonna e le sfilai il perizoma. Lo odorai
ancora una volta dopo tanto tempo ma questa volta mi gettai anche
sulla fica. La stuzzicai con le mani e la baciai più volte. La leccai
passandoci tutta la bocca, poi solo con la lingua, lei mi mise una
mano sulla testa e premette contro il suo ventre, stringendo al
contempo le gambe. Era bellissimo avere le sue cosce liscie e tornite
intorno alla testa e la faccia sulla sua fica bagnata.

La feci girare, la misi a pecora. Tirai su la gonna che avevo
abbassato e le scoprii il culo. Bello, rotondo, abbondante. Un po'
stretti nella macchina le appoggiai il cazzo tra le natiche,
strusciandolo sulla sua pelle tesa. Iniziò a toccarsi la fica mentre
mugolava qualcosa. Le allargai il buchetto e ci misi la lingua,
esplorandolo. Le afferrai i fianchi e spinsi il cazzo dentro, con un
solo movimento, fino in fondo. "Ah" disse a metà tra il dolore e il
piacere. Iniziai a stantuffare. Che meravigliosa fica calda, bagnata e
stretta aveva! Che bene muoveva il culo per aiutarmi a fotterla
meglio. Cambiammo posizione e la misi sotto di me. Le allargai le
gambe al massimo e godetti ancora della visione fantastica della sua
fica grondante di umori vaginali. Questa volta lo misi dentro più
delicatamente e, alzatole la maglietta iniziai a palparle le tette e a
strizzarle i capezzoli rosa. La vedevo godere sotto di me, venne con
un gemito più forte, lo annunciò con un "oh, sìììì, vengoo!" e mi
lasciai andare anche io, tirandolo fuori e vendendole copiosamente sul
ventre.

Restammo un po' senza parlare in macchina. Poi lei iniziò a rivestirsi
e pulirsi come meglio poté.
"Il mio aereo parte tra un'ora" disse.
Non capivo--
"E la sorpresa?" chiesi, pensando alla mia ragazza per la prima volta
dal momento in cui avevo visto Cristina quella mattina.
"Perché? Non ti è bastata questa come sorpresa?"
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  #2 (permalink)  
Vecchio 01-21-2012, 09:10 AM
Martin1
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Predefinito Re: La sorpresa di Cristina

Ultimamente il difetto di molti racconti qui è di essere poco erotici.
Questo difetta nell'altro senso. Sì di sesso c'è n'è a iosa ( come ho
detto per altri più pornografico che erotico) manca tutto il resto. Non
c'è praticamente storia, contorno, sfondo.
Vanno subito a scopare e chi s'è visto s'è visto. La leva erotica dovrebbe
essere la parentela complice. Andrebbe fatta pesare molto di più.


--


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it

Rispondi citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 01-21-2012, 09:27 AM
Martin1
Guest
 
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Predefinito Re: La sorpresa di Cristina

preciso meglio: la parte "frettolosa" è quella che dai sogni passa al
dunque.
L'antefatto c'è, e anche se non molto originale andrebbe pure bene.
Comunque si fa leggere, non è poco.

--


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