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| TIBSI E LE BOTTIGLIE <sono le dieci e come al solito ti sto cercando. c'è un bar qui di fronte, il solito bar pieno di fumo, uno dei tanti dove non ti incontro e finisco per ubriacarmi da solo. ma stavolta non entrerò, no, stasera me ne torno a casa dal cane. ma c'è una cosa che senz'altro farò, sì, brucerò tutte le tue lettere> Così recitava la scritta sulla pensilina alla fermata del bus. Non era firmata e se ne stava a sbiadire da un tempo che per capirlo ci sarebbe voluta la polizia scientifica. Non sapevo esattamente dove mi trovavo, comunque a metà strada tra via dei partigiani caduti, dove abito da quando sono arrivato in città, e piazzale carlotti, dove dovevo andare. L'autista del bus mi aveva fatto scendere lì, consigliandomi di evitare, più avanti, la coincidenza con la linea dodici. Disse di prendere invece la linea trentadue, ché avrei fatto molto prima. Aspettavo quindi il trentadue. Mi misi a leggere quella scritta con lo stesso spirito distratto col quale leggevo le targhe delle macchine che passavano raramente. Quartiere desolato, lo chiamai non conoscendone il vero nome. La scritta però mi incuriosì sin dalla prima sillaba. Quale bar? - pensai. Mi girai e allargai il campo, per vedere se m'era sfuggito prima, ma non c'era ombra di alcun bar! C'era solo una saracinesca chiusa, dall'altra parte del viale, un poco a destra rispetto alla pensilina speculare e gemella, il resto erano muri chiusi di palazzi. Dalle sbarre spuntava il classico distributore automatico delle videoteche. Poteva anche essere stato un bar, in un tempo magari neanche tanto remoto. Non avevo modo di scoprirlo, perché i distributori automatici - lo sanno tutti - sono degli antenati troppo lontani dei droidi protocollari, e sono veri maniaci dell'omertà. Più in là, saranno stati almeno due o trecento metri, c'era l'insegna di un grosso negozio di ferramenta. Troppo lontano per essere stato un tempo il bar che cercavo. Rilessi più volte la scritta, sempre più avidamente, alla ricerca di quel qualsiasi particolare che potesse essermi sfuggito. Non potei evitare che la mia fantasia si scatenasse. Immaginai scenari e situazioni possibili, le facce, il fumo, il bar, i cuori spezzati e pure il cane. Non presi in considerazione la possibilità che fosse una citazione, una frase riportata da un libro, da un diario, una canzone o una cosa così. Avevo proprio letto un messaggio, un pezzo di straccio d'anima, appeso come bucato a marcire al sole e allo smog, per giorni, mesi, anni. Lei. Lei senza dubbio aveva un nome da stronza. Alberta, pensai, forse Alfonsina, un nome di quelli che poi a portarseli addosso ci si incattivisce per forza. Lui? Lui sicuramente un nome da innamorato sofferente, che poi a un certo punto manda a culo tutto e si ritira a fare il bonzo col cane, ma siccome non può permettersi un casale in campagna e la jeep, si barrica nella sua periferia e si porta a letto adolescenti che non amerà mai, ma che almeno lo fanno star bene. Mario era perfetto, per un tipo così. Per il cane, una cosa alla rintintin andava più che bene. Sono cani spesso usati dai ciechi. Non so molto di cani, credo sia un pastore tedesco, ma non ne ho alcuna certezza, né mi interessa scoprirlo. Non odio i cani, tutt'altro, mi stanno simpatici. Sono i padroni dei cani a farmi saltare i nervi, o almeno la maggior parte di loro. Hanno questa arroganza di pretendere che gli altri siano sempre contenti di farsi sbavare addosso e infastidire. Anche se si tratta di un pastore tedesco così buono e ciondolone come Tibsi, il cane di Mario, che non abbaiava neanche ad Alberta, seppure non si fidasse affatto di lei. - e se ci fosse stata sotto anche una storia di cecità temporanea? - pensai. Me lo ricordo perfettamente, che strano. E ricordo che pensai subito che era sì un dramma, ma quello no, era troppo. Mario, ne ero certo, si era ormai rifatto una vita, a modo suo, col cane e le scopate. Gli mancava l'amore, ma l'amore non aveva più ormai il volto fisso di Alberta. Il messaggio invece no, era lì, programmato per bruciare dolore fino all'obiettivo finale, come un missile nucleare fa con il carburante fino all'impatto. Un fantasma che non trovava pace e non riposava mai, in attesa d'essere letto dalla donna giusta da un tempo indefinibile. E magari cancellato, o completato. Più o meno la storia poteva anche essere andata così, che Alberta, i primi tempi, gli scriveva un mucchio di lettere, quando lui era in giro a suonare il clarino nella jazz band. Poi quando tornava facevano l'amore come pazzi, con le scatole di pizza e le mezze birre come spettatori. Lei aveva talento con le labbra, e lo baciava dove e come nessun'altra mai. Lui la sapeva stringere e cullare e spingere, come gli avevano insegnato tutte le altre prima di lei. Poi, nella loro vita, come proiettili erano arrivate le bottiglie di alcol. Tante bottiglie. Mario non suonava più nella band, e riusciva a malapena a racimolare il necessario dando lezioni private. Alberta aveva preso altri condomini da amministrare, ma sbagliava troppi conti e ad un paio di assemblee aveva rischiato il linciaggio. Quando presero Tibsi al canile, erano ubriachi persi. Una notte, in preda al delirio, urlarono così forte che i vicini per un po' pensarono di emigrare in belgio, prima di decidersi a chiamare un'altra volta la polizia. Alberta decise di affrontare la situazione e... Sentii Il rumore di un grosso diesel in avvicinamento. Quello era il mio autobus, proprio il trentadue che aspettavo da un pezzo! Ero in ritardo e non sapevo quanto tempo ci avrei ancora messo per arrivare a destinazione. Ma una forza misteriosa mi trattenne, immobile, bloccato sotto la pensilina. Il trentadue aprì le sue porte e non salii. Vidi il bus allontanarsi, e la sua targa era GVsettenovequalcosa. Mario, per forza, aveva smesso di cercarla e bere, si era fatto una nuova vita ed era anche diventato più bello. Tibsi aveva finalmente bottiglie di plastica da mordere. Ma lei aveva bisogno di non saperlo: non lo amava più e se l'avesse saputo l'avrebbe amato di nuovo. E lei non lo voleva amare mai più. Certe donne sono degli uomini orribili, riescono a decidere il peggio e bisogna rispettarle lo stesso. Decisi che star fermo lì, impalato ad aspettare autobus che poi non prendevo, era una cosa che in sé non aveva molto senso. Dovevo fare qualcosa, Chessò, prendere appunti, buttare giù due idee, ma non avevo carta e penna. Feci quindi quei due o trecento metri fino al ferramenta, in cerca di fortuna e materiale. Qui però ho un vuoto di memoria. Tutto quello che ricordo di quel momento è quando sono uscito dal ferramenta e incamminato di nuovo verso la pensilina. Avevo in mano un grosso pennarello nero. Ho cancellato la scritta, ho cancellato Alberta, Mario, Tibsi e le bottiglie, con un grosso scarabocchio nero. Un altro trentadue è passato così in fretta che questo mondo mi ha inghiottito di nuovo con la facilità di una pastiglia. __ transilvano.com -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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| Trans IL vanO ha scritto: > Certe donne sono degli > uomini orribili, questa frase, corta, precisa, assoluta, è a mio modo di vedere, un capolavoro assoluto. > > __ > transilvano.com > > -- visto che non vorrei fare parte della "cerchiadirompicoglioni" sdogano (personalmente) questa serie di immagini. mi è piaciuta. A volte basta una semplice fermata di autobus ed una scritta a far nascere la storia. forse perchè ogni cosa, anche la più piccola, la più apparentemente insignificante, ha una sua memoria. E la sua memoria può raccontare tante, tante cose.... bravo J |
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On Fri, 27 Oct 2006 09:35:38 +0200, transilvanoCANCELLA.transilvano.com (Trans IL vanO) wrote: >Ho cancellato la scritta, egoista... : ) stai ritrovando il tuo modo di raccontare. storie, storie semplici rese belle dal tuo modo di vederle. qui e' come se svelassi quacosa del tuo modo di immaginarle, vero o falso che sia, e a me piace. nota critica da rompicoglioni: >appeso come bucato a marcire al sole e allo >smog, per giorni, mesi, anni. marcire. un termine enfatico, un po' ad effetto, distante dalla linearita' del resto. niente strizzate d'occhio al lettore. non e' da te. : ) g. ps: >i distributori automatici - lo >sanno tutti - sono degli antenati troppo lontani >dei droidi protocollari, e sono veri maniaci >dell'omertÃ.. bel-lis-si-mo! : )) -- http://show.supereva.it/lepaginedigiulia/ http://www.geocities.com/itsessoracconti/ |
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giulia ha scritto: > niente strizzate d'occhio al lettore. non e' da te. : ) E' che io vorrei strizzare capezzoli, ma non sempre siete d'accordo. > >dei droidi protocollari, e sono veri maniaci > bel-lis-si-mo! : )) lo S A P E V O che avresti detto qualcosa. Già ridevo mentre lo scrivevo. -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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maestrale ha scritto: > Trans IL vanO ha scritto: > > Certe donne sono degli > > uomini orribili, > questa frase, corta, precisa, assoluta, è a mio modo di vedere, un > capolavoro assoluto. Se proprio devo essere onesto, me la riciclo da anni. grazie -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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On Fri, 27 Oct 2006 09:35:38 +0200, transilvanoCANCELLA.transilvano.com (Trans IL vanO) wrote: > >TIBSI E LE BOTTIGLIE > > bellerrimo. A. |
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Trans IL vanO ha scritto: > TIBSI E LE BOTTIGLIE > <sono le dieci e come al solito ti sto cercando. > c'è un bar qui di fronte, il solito bar pieno di fumo, > uno dei tanti dove non ti incontro e finisco per > ubriacarmi da solo. ma stavolta non entrerò, no, > stasera me ne torno a casa dal cane. ma c'è una > cosa che senz'altro farò, sì, brucerò tutte le tue lettere> > Così recitava la scritta sulla pensilina alla > fermata del bus. Quale bar? - pensai. Mi girai e allargai > il campo, per vedere se m'era sfuggito prima, > ma non c'era ombra di alcun bar! Eccerto! Quello stronzo sceso dalla linea 12 l'aveva staccato dal portone di casa di lei mentre aspettava il bus e riappiccicato lì.. Vaglielo a spiegare il giono dopo "t'avevo lasciato un messaggio, cazzo sei sempre in ritardo!!!" 8-OOO Fine di una storia. Nessuna stronza, nessun cieco abbandonato...solo....era il primo aprile!! )))))Molto carino..e mi rallegra sapere che, anche un personaggio che però vive nella tua fantasia, cammina per strada e costruisce destini per le anime che incrocia...non sono pazza!!! Non sono pazza!! ![]() Strega! -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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Trans IL vanO ha scritto: > TIBSI E LE BOTTIGLIE questa sopra sono io eh! Strega! (sbagliato ad inserire il nick.. )-- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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Anchise ha scritto: > bellerrimo. Grazierrimo. E tu, Ank? Quand'è che ci fai leggere qualcosa? Non trovi sia il momento adatto per lasciare la bottiglia di amaro lucano e ticchettare? Hai letto che bravo il bartesio pattume? Dai, dai, entra anche tu nei ringo boys. -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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sara&sara ha scritto: > Molto carino..e mi rallegra sapere che, anche un personaggio che però vive > nella tua fantasia, cammina per strada e costruisce destini per le anime > che incrocia...non sono pazza!!! Non sono pazza!! ![]() > Strega! Se è per questo fa molte più cose, il pupazzetto della mia fantasia nel famoso boschetto. ma non le posso certo svelare tutte. grazie -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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| Trans IL vanO wrote: > sara&sara ha scritto: > Se è per questo fa molte più > cose, il pupazzetto della mia > fantasia nel famoso boschetto. > ma non le posso certo svelare > tutte. > E ti pare che io posso svelarle con maggio semplictià? Non è manco un pupazzetto del bosco il mio!! Esce fuori che son pazza davvero...ssssshhhh.. Beh..per essere uno scooterista, diciamolo...ne hai di fantasia..;ppppp Strega! (dai sù..se togli il broncio ti faccio fare un giro col mio bellissimo giubbino dainese ;ppp) |
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stregapuntoesclamativo ha scritto: > bellissimo giubbino dainese ;ppp) L'unica cosa dainese che mi ha fatto una buona riuscita sono le scarpe. Compro solo spidi, ormai. Spendo meno e le cose durano. E scooterista dillo a tu sorella. -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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stregapuntoesclamativo ha scritto: > Si ma una faccina ogni tanto > metticela però... :'(((( E' più forte di me. Odio le faccine. Ma stavo cazzeggiando e mi pareva ovvio. -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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On Sat, 28 Oct 2006 08:44:04 +0200, transilvanoCANCELLA.transilvano.com (Trans IL vanO) wrote: >Anchise ha scritto: > >> bellerrimo. > > >Grazierrimo. >E tu, Ank? >Quand'è che ci fai leggere qualcosa? >Non trovi sia il momento adatto per lasciare >la bottiglia di amaro lucano e ticchettare? >Hai letto che bravo il bartesio pattume? >Dai, dai, entra anche tu nei ringo boys. Chiusa la campagna di Grecia mi arrabbatto tra gechi e rovi di Sicilia. Bartelio non l'ho letto, non lo vedo. Ora come allora vi amo, solo che tu sei quello bello, che si sappia. A. |
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