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(Questo è il mio primo racconto in assoluto che ho scritto curiosando in questo NG. Spero vi piacerà e se non vi piacesse spero che mi darete una nuova possibilità. Grazie!) Una domenica d'estate. Mi sono alzata con la voglia di stare sola, lontana da tutto e da tutti. Infilo gli short verdi, e un top dello stesso colore, che mettono in risalto le mie gambe lunghe, la pelle abbronzata ed i capelli biondissimi legati a coda. Riempio lo zainetto di poche cose, un telo da mare e una bottiglietta di acqua frizzante. Ok, sono pronta. Si va. Occhiali da sole e via veloce con la bicicletta. Da qualche parte andrò. Pedalo con vigore per sentire l'aria sul viso e sulla pelle, cercando un po' di fresco. Il sole oggi brucia. Lascio in fretta la strada principale anche perché sono stanca di sentire clacson suonare ogni volta che mi sorpassa un' automobile. Si, lo so, devo essere un vero spettacolo con gli short attillati che segnano la forma del mio sedere appoggiato sul sellino della bici. Per non parlare del il top che mi fascia il seno ma che non riesce a tenerlo fermo. Prendo una stradina secondaria che mi porta verso l'entroterra di Bibione. Fa già molto caldo. Il sudore mi sta imperlando il viso e il collo, alcune goccie scendono e si infilano nell'incavo formato dai miei seni. Vedo sulla destra una stradina di campagna e decido di seguirla. Dopo un po' mi rendo conto di essere finalmente sola con me stessa, inizio allora a rilassarmi e godere di questa solitudine. La stradina termina in un vigneto. Lo percorro lo stesso e alla fine trovo un ruscello. Sono arrivata, finalmente sola. Scendo dalla bici, tolgo il telo dallo zaino e lo stendo sull'erba bassa e soffice. Accidenti, non ho indossato il bikini! Mi guardo attorno e penso: " Ho caldo, sono sola in un posto isolato, non mi vede nessuno...". Decido di spogliarmi. Il ruscello li vicino mi attira, voglio rinfrescarmi, entro. L'acqua mi arriva alle ginocchia, è quasi fredda e corre veloce. Piego un pò le gambe fino a sentirla sfiorare la mia fighetta calda e le natiche sode. Allargo le gambe e mi abbasso ancora. L'acqua mi scorre tra le cosce e mi carezza con insistenza la figa come se fossero migliaia di mani a farlo. Questo mi provoca un brivido di piacere. I capezzoli sono durissimi e con il palmo bagnato della mano li sfioro appena. Sento che tra poco la mia sessualità prenderà il controllo della mente e del corpo. Alt! Ferma, respira. Apri gli occhi. E' passato, mi bagno tutto il corpo per riprendermi da quell'attimo di sbandamento. Esco dall'acqua. Mi siedo sul telo, allargo le gambe, appoggio i palmi delle mani a terra, chiudo gli occhi, alzo il viso verso il sole. Penso a quello che stava per succedere prima. La voglia non si è assopita, sapermi così nuda, immaginare che qualcuno mi stia guardando di nascosto mi eccita ancora di più. Ho voglia. Mi stendo sul telo, alzo le gambe puntando a terra la pianta dei piedi e con le mani prendo le caviglie per allargarmi il più possibile in modo da aprire bene la figa. Con il viso reclinato da un lato me ne sto li in quella posizione da troia, facile preda esposta a chiunque passi di li. Il pensiero mi provoca un fremito di godimento, sento i capezzoli indurirsi, mi sto già bagnando. Voglio fare ancora di più, sentirmi più porca di come sono. Allora metto le piante dei piedi una contro l'altra. Lascio cadere le gambe per aprirle se possibile ancora di più. Con le dita mi allargo le labbra mentre le braccia mi premono i seni uno contro l'altro. Ora si che mi sento veramente una sgualdrina, una puttana pronta a tutto. Il sole e il caldo mi intorpidiscono, credo di essermi appisolata perchè un mormorio lontano mi riporta vigile. Decido di rimanere così con gli occhi chiusi, a gambe aperte e con le mani sulla figa. Sento voci di donna in una lingua a me sconosciuta, forse olandese, forse danese, che si fanno più vicine. Non mi muovo. Sono disposta a tutto oggi, anche a farmi insultare per essere in queste condizioni. Le donne si muovono vicino a me, sussurrano qualcosa tra loro, non capisco cosa dicono. Allora con le mani mi carezzo l'interno delle cosce emettendo un gemito sommesso, poi le distendo lungo il corpo. Si siedono al mio fianco, una per parte, le loro mani si appoggiano sulle mie ginocchia e iniziano a salire verso la mia fighetta. Vorrei essere bendata per non cedere alla tentazione di aprire gli occhi e vederle in viso. Resisto. E' molto molto più eccitante così. La donna alla mia destra avvicina il suo viso al mio, sento il suo respiro, la sua lingua bagnarmi le labbra. Apro la bocca per invitarla ad entrare. Mentre ci stiamo baciando l'altra donna mi sfiora i capezzoli con la lingua. Le mani di entrambe mi stanno torturando la figa. Improvvisamente si staccano da me, cosa succede? Perché? Aspetto trepidante fremendo di voglia, i minuti sembrano ore. Sento i loro corpi nudi accavallati sulle mie gambe con le loro fighe chi vi si strusciano contro. Un lento movimento su e giù, le loro mani ancora tra le mie gambe, la lingua in bocca e sul seno. Adesso sono molto più decise. Un dito mi penetra la figa, mentre altre dita mi strizzano il clitoride. Sono bagnata, lubrificata al massimo. Anche loro lo sono perché sento le gambe umide dei loro umori. I movimenti si fanno più veloci, i loro corpi quasi mi schiacciano. Mi sento baciare e leccare dappertutto da due lingue avide del mio corpo. Apro la bocca e tiro fuori la lingua, voglio sentirle tutte e due le loro lingue. Loro capiscono, le sento subito slinguarmi mentre la saliva mi cola sul mento e poi sul collo. Mi insinuo con le mani tra le mie gambe e le loro fighe. Riesco ad entrare appena con un dito, le sento gemere. Come fosse un invito a penetrarle di più allargano le gambe mentre aumentano il ritmo nella mia figa. Sto godendo come non mai, sono tutta un brivido, sto sudando e ansimando, gemo ma voglio gridare di piacere. Ecco l'orgasmo, lo sento che sta salendo. Loro consapevoli di questo mi masturbano più velocemente penetrandomi con l'indice sempre più a fondo alternandosi nel movimento. Le mie dita vanno dentro e fuori le loro fighe bagnate. Finalmente l'orgasmo arriva.Gemiamo, tremiamo, veniamo assieme quasi all'unisono. Rimaniamo così, avvinghiate per alcuni minuti. I corpi lentamente si rilassano, il respiro torna regolare. Apro gli occhi e due splendidi visi di angelo mi sorridono. Sono giovanissime, 20/21 anni, sono bellissime, biondissime, con la pelle leggermente arrossata dal sole. Si alzano, le vedo nude in tutto il loro splendore. Si rivestono lentamente, si chinano per baciarmi, mi baciano coon dolcezza. Poi se ne vanno in silenzio con le loro biciclette. Non conosco e non conoscerò i loro nomi ma so che non dimenticherò mai i loro volti. |
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Il 26 Lug 2006, 22:55, "Francesca V." <francesca.surfy.net> ha scritto: > (Questo è il mio primo racconto in assoluto che ho scritto curiosando > in questo NG. Spero vi piacerà e se non vi piacesse spero che mi > darete una nuova possibilità. Grazie!) > > > Una domenica d'estate. > > Non conosco e non conoscerò i loro nomi ma so che non dimenticherò > mai i loro volti. > Beh, ci credo. Passavo di qua, Francesca, soprattutto per controllare se ci fossero commenti al mio racconto e ho visto il tuo. Intrigato dalla novità del nick l'ho letto e, prima, mi sono letto anche il tuo commento al racconto di cherry lips, le labbra di ciliegia che, giustamente, tu critichi per alcuni errori o per certe trascuratezze e della quale, penso sia una ragazza, sottolinei l'irrealisticità della storia. Vorrei partire da qui per agganciarmi al tuo racconto. Le storie non devono per forza essere realistiche per esser di qualità. Possono benissimo essere splendide storie fantastiche o pessimi racconti molto realistici. Lo dico conscio di riportare un'ovvietà. E' importante, secondo me, che ci sia coerenza tra ciò che si vuole raccontare, ciò che si riesce a raccontare e come tutto ciò si riesce a raccontare. Coerenza, cioè, tra obiettivo, risultato e linguaggio. Poi, a complicare le cose, ci sono infinite vie di mezzo. Venendo al tuo racconto e, come ti ho detto, avendolo letto dopo aver letto il tuo commento, ho subito pensato ad una storia molto realistica. Non necessariamente un qualcosa di vissuto, ma molto vicino a quanto accade normalmente. Premetto che il racconto non mi è dispiaciuto, affatto. Scopo, obiettivo: il pruriginoso Risultato: ottenuto. Linguaggio: semplice, diretto, sciolto ed equilibratamente adeguato. Ambientazione: corretta Errori: zero. Però, realismo per realismo. Ho notato che hai ambientato il racconto nella campagna del Basso tagliamento, attorno a Bibione. E allora, realismo per realismo diciamo che lì di ruscelli ce n'è poco o niente e quello dove è andata a bagnarsi la fichetta la tua eroina con gli occhi chiusi è probabilmente un canale irriguo dove mettere dentro un dito può essere pericoloso. E poi, ti dico la verità, in tanti anni che bazzico quelle zone coppie di giovani lesbiche leggiadre in giro per i campi non sono così facili da trovare. Più facile, in una situazione del genere, imbattersi in qualche massariotto rude e traccagnotto che, ad una tale visione, avrebbe reagito in un quattro e quatto otto. Ecco, qui potrebbe starci il succo di questa tua prima. L'aspetto, per me, più attraente del racconto sta nella reazione della ragazza, tutta fisica e sensuale, alla stimolazione dell'acqua sulla parte più erogena del suo corpo. Stimolazione accentuata dal contesto bucolico e, presumo, da una sua giornata particolare. Stimolazione che l'ha condotta a "sentirmi più porca di come sono" con tutte le conseguenze che bene hai raccontato tu fino ad avere un rapporto omosessuale multiplo con sconosciute. Anche questo bene raccontato. Allora, non so se la scelta del rapporto omosessuale sia stata fatta da te per motivi di piacere tuo o perché, astuta, sai che questo crea un forte effetto attrazione, mi chiedo però perché tu abbia optato per una soluzione così poco realistica quando, invece, avevi a disposizione quella più ovvia. La tua eroina viene assalita o anche solo avvicinata da uno o più rustici locali che con lei si sollazzano grevi dei loro modi ruvidi e dei loro corpi grossolanamente odorosi. Ecco, cosa sarebbe successo in questo caso? Non so come saranno glia altri commenti che riceverai, Francesca, ma anche non fossero tutti positivi, tu continua a scrivere, se la cosa ti piace, magari cercando di ritagliarti un tuo spazio di originalità o nelle cose che racconti oppure nel come le racconti. A me, nell'insieme il racconto, pur non entusiasmandomi, non è dispiaciuto. Scusami per la lunghezza del commento e per qualche pedanteria. Sani uno -------------------------------- Inviato via http://arianna.........../usenet/ |
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| Francesca V. ha scritto: > (Questo è il mio primo racconto in assoluto che ho scritto curiosando > in questo NG. Spero vi piacerà e se non vi piacesse spero che mi > darete una nuova possibilità. Grazie!) > Innanzitutto benvenuta, fa sempre piacere leggere "penne" nuove sul NG. Per quanto riguarda il racconto dovresti spezzettare meno i periodi, così come sono pagano molto la discontinuità e non fanno immergere bene il lettore nella situazione, essendo un lavoro di fantasia (penso) l'ambientazione rende abbastanza l'idea e non sono daccordo che ci debba per forza essere attinenza con la realtà dei luoghi. L'intensità delle emozioni descritte non è malvagia, ti consiglierei di lavorare un pò di più sulla parte mentale dei monologhi, la parte poetica decisamente non cè ma è una scelta personale dell'autore a seconda del bacino di utenza a cui si vuole rivolgere, per il resto, la "carnazza" come qualcuno la definisce, non manca anche se è poco estrinsecata. Ti auguro buon lavoro per il futuro e buon divertimento sopratutto, attendiamo altri tuoi "parti" letterari. Delfo |
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| "Francesca V." <francesca.surfy.net> ha scritto nel messaggio news:1153947359.040468.228260.h48g2000cwc.googlegr oups.com... > Una domenica d'estate. Un sogno. Non può essere altro che un sogno questo, la liberazione di fantasie e desideri più o meno inconsci. E allora non ha senso chiedersi dive sia il ruscello, o cosa ci facciano le lesbiche scandinave. In un sogno potevano anche pedalare nude cantando. Detto questo, il racconto mi è piaciuto, anche se ho trovato più intrigante l'inizio che la fine, forse un po' troppo scontata, obbligata. Un po' troppo forzata anche l'idea di stare con la fica oscenamente esposta per un lungo tempo, tanto da assopirsi. Ma il racconto è fresco e piacevole lo stesso brava e scrivi ancora Susy |
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"Francesca V." <francesca.surfy.net> wrote in message news:1153947359.040468.228260.h48g2000cwc.googlegr oups.com > (Questo è il mio primo racconto in assoluto che ho scritto curiosando > in questo NG. Spero vi piacerà e se non vi piacesse spero che mi > darete una nuova possibilità. Grazie!) Beh, della nuova possibilita' direi proprio che non c'e' bisogno. Mica qui su ISR c'e' una giuria che decide se un nuovo arrivato e' degno di continuare a scrivere!!! Al massimo c'e' qualcuno che, preso da una giornata particolarmente no tale da scatenare le sue peggiori acidita', stronca il tuo racconto scoraggiandoti dallo scriverne altri. Ma questo, per tua fortuna, per il momento non e' capitato a questo racconto. > Una domenica d'estate. Dal titolo si comincia bene. > Infilo gli short verdi, e un top dello stesso colore, che mettono in > risalto le mie gambe lunghe, la pelle abbronzata ed i capelli > biondissimi legati a coda. Acc... bella immagine, davvero! > Occhiali da sole e via veloce con la bicicletta. Da qualche parte > andrò. Mmmm... sembra quasi di vedere la locandina di "Monella", ma li' forse non c'erano gli short ![]() > Lascio in fretta la strada principale anche perché sono stanca di > sentire clacson suonare ogni volta che mi sorpassa un' automobile. Si, > lo so, devo essere un vero spettacolo con gli short attillati che > segnano la forma del mio sedere appoggiato sul sellino della bici. Per > non parlare del il top che mi fascia il seno ma che non riesce a > tenerlo fermo. Ti confermo che lo spettacolo che dai e' eccezionale... ma porc... dov'e' il clacson... ah eccolo: PIIIIIIII > Prendo una stradina secondaria che mi porta verso l'entroterra di > Bibione. Fa già molto caldo. Il sudore mi sta imperlando il viso e il > collo, alcune goccie scendono e si infilano nell'incavo formato dai > miei seni. In fondo non abito lontano da li', aspetta che svolto a destra e... ci siamo quasi. > Vedo sulla destra una stradina di campagna e decido di seguirla. Dopo > un po' mi rendo conto di essere finalmente sola con me stessa, inizio > allora a rilassarmi e godere di questa solitudine. Sola dici? Mmmm... > Accidenti, non ho indossato il bikini! Mi guardo attorno e penso: " > Ho caldo, sono sola in un posto isolato, non mi vede nessuno...". > Decido di spogliarmi. Ottima scelta! > Il ruscello li vicino mi attira, voglio rinfrescarmi, entro. L'acqua > mi arriva alle ginocchia, è quasi fredda e corre veloce. Piego un pò > le gambe fino a sentirla sfiorare la mia fighetta calda e le natiche > sode. Ehmmm... non ti sei accorta che nell'acqua, appena sotto al pelo della tua fighetta, c'e' un tubicino forato di canna che spunta? > Allargo le gambe e mi abbasso ancora. L'acqua mi scorre tra le cosce > e mi carezza con insistenza la figa come se fossero migliaia di mani a > farlo. Questo mi provoca un brivido di piacere. E che panorama! > I capezzoli sono durissimi e con il palmo bagnato della mano li sfioro > appena. Sento che tra poco la mia sessualità prenderà il controllo > della mente e del corpo. Alt! Ferma, respira. Apri gli occhi. Nooooo! Primo errore, e abbastanza grave per giunta: mai respirare in quei momenti!!! > Mi siedo sul telo, allargo le gambe, appoggio i palmi delle mani a > terra, chiudo gli occhi, alzo il viso verso il sole. Ricominciamo a ragionare... > Penso a quello che stava per succedere prima. La voglia non si è > assopita, sapermi così nuda, immaginare che qualcuno mi stia guardando > di nascosto mi eccita ancora di più. E ci penso anche io! E la voglia e' tutt'altro che assopita anche da queste parti, te lo assicuro! > Ho voglia. Mi stendo sul telo, alzo le gambe puntando a terra la pianta > dei piedi e con le mani prendo le caviglie per allargarmi il più > possibile in modo da aprire bene la figa. Bene, bene. > Con il viso reclinato da un lato me ne sto li in quella posizione da > troia, facile preda esposta a chiunque passi di li. Il pensiero mi > provoca un fremito di godimento, sento i capezzoli indurirsi, mi sto > già bagnando. Meglio, meglio. > Il sole e il caldo mi intorpidiscono, credo di essermi appisolata > perchè un mormorio lontano mi riporta vigile. Appisolata? In quel momento? Son d'accordo con la Susy! > Decido di rimanere così con gli occhi chiusi, a gambe aperte e con le > mani sulla figa. Sento voci di donna in una lingua a me sconosciuta, > forse olandese, forse danese, che si fanno più vicine. Non mi muovo. Danese, tu mi vuoi fare innamorare... Scusa il mio post un po' strano, finora, ma mi e' venuto spontaneo mentre procedevo con la lettura e non sono riuscito a trattenermi. Venendo al racconto, sono sostanzialmente d'accordo con quello che scrive Susy: anche a me e' sembrato il racconto di un sogno, e mi e' piaciuta molto la prima parte, esattamente fin dove ho quotato. Dopo ho apprezzato decisamente meno, non so, la "carnazza" non l'hai descritta in modo cosi' efficace come hai fatto con l'eroticita' della prima parte. Comunque ben arrivata nel zozz-ns, brava per l'esordio ed ovviamente continua a postare! Ciao Lupin -- Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG |
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Francesca V. ha scritto: > (Questo è il mio primo racconto in assoluto che ho scritto curiosando > in questo NG. Spero vi piacerà e se non vi piacesse spero che mi > darete una nuova possibilità. Grazie!) > Una domenica d'estate. L'annotazione che mi sento di fare riguarda l'abuso della "figa", proprio come parola, spiattellata a più non posso. Non so se perchè appartengo a una generazione diversa, temo, nella quale il suo uso era non solo sconveniente ma addirittura un tabù. Fatto sta che nella mia mente ha ancora un sapore proibito e sentirla o leggerla evoca un moto di trasgressione. Piacevole trasgressione. Insomma, voglio dire che per me la figa va centellinata, usata al momento opportuno per dare al testo quel valore aggiunto di trasgressione nei momenti topici. A sfruttarla troppo finisce che si sciupa (qua i doppi sensi si sprecano ^____^ ) e con essa si sciupa il racconto. Sulla credibilità delle situazioni non starei tanto a sindacare. Basta che ci sia un perchè e la storia può stare in piedi e qui lo si intravede. Un'altra cosa è la formattazione. Tutti quei salti di riga formano dei blocchi separati che io ho trovato fastidiosi nel corso della lettura. Promossa con un debito: scriverne un altro entro sette giorni.... ^_____^ -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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| "Warpp" <uorp1000.yahoo.it> ha scritto nel messaggio news:eabeqp$le0$1.news.newsland.it... > L'annotazione che mi sento di fare riguarda l'abuso della "figa", proprio > come parola, spiattellata a più non posso. > Non so se perchè appartengo a una generazione diversa, temo, nella quale > il suo uso era non solo sconveniente ma addirittura un tabù. > Fatto sta che nella mia mente ha ancora un sapore proibito e sentirla o > leggerla evoca un moto di trasgressione. Piacevole trasgressione. > Insomma, voglio dire che per me la figa va centellinata, usata al momento > opportuno per dare al testo quel valore aggiunto di trasgressione nei > momenti topici. io credo di essere di tutt'altra generazione, eppure mi trovi d'accordo. il desiderio è quello di essere "presa", non "scopata", quello che voglio sentire è il tuo "sesso duro", non il tuo "cazzo" e quello che ti offro è la mia "fessurina bagnata". Anche se sappiamo tutti e due che alla fine è solo una fica. Susy |
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S ha scritto: > io credo di essere di tutt'altra generazione, eppure mi trovi d'accordo. > il desiderio è quello di essere "presa", non "scopata", > quello che voglio sentire è il tuo "sesso duro", non il tuo "cazzo" Vedi, a me piace che sia detto esplicitamente. Sesso duro e fessurina bagnata li trovo piuttosto ridicoli. Ma ci vuole misura. Mi rendo conto che abusando di "figa" finisco per svuotarla della sua carica erogena. > e quello che ti offro è la mia "fessurina bagnata". > Anche se sappiamo tutti e due che alla fine è solo una fica. Solo? beh, non è mica poco.... ^____^ -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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| "Warpp" <uorp1000.yahoo.it> ha scritto nel messaggio news:eacu2r$a1t$1.news.newsland.it... > Vedi, a me piace che sia detto esplicitamente. Sesso duro e fessurina > bagnata li trovo piuttosto ridicoli. Ma ci vuole misura. Mi rendo conto > che abusando di "figa" finisco per svuotarla della sua carica erogena. Esiste una curva, come in quasi tutti i fenomeni naturali. la curva sale rapidamente, arriva ad un apice e poi scende in maniera altrettanto rapida o in altra maniera. All'apice dell'eccitazione frasi come "inculami bastardo, rompimi il culo con il tuo cazzo duro, riempimi la fica con la tua sborra" sono cosa buona e giusta. Ma non troppo presto nè troppo tardi. Durante il rilassamento post coitum non è piacevole sentirsi dire " allora troia ti è piaciuto godere come una vacca impalandoti sul mio cazzo d'acciaio?" Concordi? |
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| S ha scritto: > "Warpp" <uorp1000.yahoo.it> ha scritto nel messaggio > news:eacu2r$a1t$1.news.newsland.it... > > > Vedi, a me piace che sia detto esplicitamente. Sesso duro e fessurina > > bagnata li trovo piuttosto ridicoli. Ma ci vuole misura. Mi rendo conto > > che abusando di "figa" finisco per svuotarla della sua carica erogena. > > Esiste una curva, come in quasi tutti i fenomeni naturali. > la curva sale rapidamente, arriva ad un apice e poi scende in maniera > altrettanto rapida o in altra maniera. > All'apice dell'eccitazione frasi come "inculami bastardo, rompimi il culo > con il tuo cazzo duro, riempimi la fica con la tua sborra" sono cosa buona e > giusta. Ma non troppo presto nè troppo tardi. Durante il rilassamento post > coitum non è piacevole sentirsi dire " allora troia ti è piaciuto godere > come una vacca impalandoti sul mio cazzo d'acciaio?" > Concordi? Penso che S abbia ragione su tutta la linea, mi trovo daccordo con lei |
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S ha scritto: > Esiste una curva, come in quasi tutti i fenomeni naturali. > coitum non è piacevole sentirsi dire " allora troia ti è piaciuto godere > come una vacca impalandoti sul mio cazzo d'acciaio?" > Concordi? LOL ^____^ Decisamente. Non era proprio quello di cui si parlava ma mi hai fatto ridere... ^___^ -- questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse.newsland.it |
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"Warpp" <uorp1000.yahoo.it> wrote in message news:eag88m$1rp$1.news.newsland.it > S ha scritto: > > > > Esiste una curva, come in quasi tutti i fenomeni naturali. > > > coitum non è piacevole sentirsi dire " allora troia ti è piaciuto godere > > come una vacca impalandoti sul mio cazzo d'acciaio?" > > Concordi? > > LOL ^____^ Decisamente. > Non era proprio quello di cui si parlava ma mi hai fatto ridere... ^___^ Assolutamente divertente! Il fatto, serio, è che a me viene da ridere, sempre, se mi ritrovo a pensare, (dirle poi sarebbe esiziale) sul più bello, frasi di siffatta morfologia. E' più forte di me ma l'erotismo è ucciso dall'umorismo;-) -- Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG |
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| "Francesca V." <francesca.surfy.net> ha scritto nel messaggio news:1154094211.504451.208920.p79g2000cwp.googlegr oups.com... > Penso che S abbia ragione su tutta la linea, mi trovo daccordo con lei ti ringrazio, ma non serviva che lo scrivessi. Io ho sempre ragione. HHAHAHAHHAHHAHAHHAHHAHAhaHHA un bacio Susy |
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On 26 Jul 2006 13:55:59 -0700, "Francesca V." <francesca.surfy.net> wrote: >(Questo è il mio primo racconto in assoluto che ho scritto curiosando >in questo NG. Spero vi piacerà e se non vi piacesse spero che mi >darete una nuova possibilità. Grazie!) Ma prego. Parte bene, con la gita nell'entroterra di Bibione, ma poi si perde un poco nella descrizione di una fantasia sin troppo abusata. Ma come prima prova, non è affatto male. Ben arrivata. :-) ciao, b. |
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