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Vecchio 07-10-2005, 01:44 PM
sciscicchia
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Predefinito The Blair Bitch Project (eds)

Spero di essere ancora in tempo. Non sapevo che scrivere. Poi ho avuto
un'illuminazione. Buona lettura.

***
Era convinta che sarebbe stato un documentario originale, fantastico e,
soprattutto. Era sicura che avrebbe scoperto chi era quella puttana e come
faceva a portare persone sconosciute nel suo mondo senza che qualcuno fosse
riuscito vederla. Quando suo padre le raccontò la storia da piccola non
volle crederci. "Devi sempre fare attenzione" le diceva "tu sei un fiore
prezioso per lei! Promettimi che terrai le mie parole sempre ben a mente!" E
lei, inconsapevole, a causa della giovane età, dell'importanza del racconto
del padre, annuiva docilmente. Non avrebbe mai potuto immaginare che un
giorno quelle parole e il viso di suo padre, vicino al suo letto che gli
raccontava quella storia, le si sarebbero stampate nella mente come marchio
indelebile. E, soprattutto, quando la sua spudorata curiosità, la portò a
voler conoscere la realtà personalmente, non sapeva che certe cose è bene
rimangano solo delle storie.

Aveva chiesto a Mia e a Luca di accompagnarla in quell'avventura. Mia amava
l'avventura quanto lei, benchè fosse un po' più timorosa e fifona. Ma sapeva
quanto l'idea di trascorrere un week-end insieme la eccitava. Avrebbero
dormito tutti e tre nella stessa tenda, nel mezzo di un grande bosco, come
se fossero streghe pronte per un sacrificio sessuale. Così diceva quando
discutevano del documentario sulla Puttana di Blair. E poi scoppiavano a
ridere, ignare di quanto questo fosse vero. Luca sarebbe stato il loro
protettore, l'angelo custode, la guardia del corpo.e si, il corpo glielo
avrebbe fatto guardare volentieri, e non solo guardare. Non stavano insieme,
ma la sua fantasia volava su lidi sconfinati, ogni volta che pensava a lui o
lo aveva davanti agli occhi. Ma non erano ancora pronti ad affrontare il
discorso, aspettavano tempi più maturi.

Venerdì.

La spesa era fatta. La macchina era pronta. Luca, con la telecamera in mano,
aveva cominciato a girare il documentario. Mia diede il primo ciak e Ile
cominciò, con una punta di nervosismo ed emozione, a raccontare.

Si sarebbero messi in viaggio da lì a poco. Erano le 6 del mattino e il sole
era caldo sopra di loro. Sarebbero arrivati al bosco di Blair intorno alle
8. Avrebbero iniziato dalle interviste agli abitanti del luogo e poi si
sarebbero inoltrati nel bosco alla ricerca di tracce e immagini inedite.

"Partiamooooo!" Gridò con entusiasmo e si fece passare la telecamera da
Luca, per riprenderlo mentre guidava verso la loro ambita meta.

Il piccolo villaggio si trovava al limite del bosco. Era formato da piccole
case sparse, con le loro pareti bianche e i tetti rossi. Tutte uguali. La
cosa li sorprese un po', ma lo stupore passò in fretta. Bastò la foga di Ile
a voler girare subito in cerca di informazioni, per distoglierli da quel
pensiero. Prese per mano Mia, mentre Luca le seguiva con l'obiettivo puntato
costantemente su di loro. Aveva avuto disposizioni precise in merito:
"Voglio riprendere tutto!" Le aveva detto la bionda regista con uno sguardo
serio e fermo da inquisitore. E poi gli aveva sorriso con quella dolcezza
che solo lei aveva.

"Cosa sa della puttana di Blair?" - chiese Ile a un vecchio signore che,
seduto sulla veranda della sua perfetta casa bianca, fumava beato la pipa.

"E' una strega. Nessuno l'ha mai vista. Ma dei bocconcini come te e la tua
amica farebbero bene a stare molto attente. Due anni fa un gruppo di ragazzi
si avventurò per il bosco per una scampagnata. Tre ragazzi e tre ragazze. Di
loro solo una ragazza riuscì a tornare. La trovarono che camminava sul
ciglio del bosco con i vestiti tutti strappati, sporca e ancora sanguinante.
Non aveva segni di lesioni sul corpo. Ma rivoli di sangue continuavano ad
uscirle dall'inguine, colandole sulle gambe. Sanguinò per mesi. E quando
smise di sanguinare, morì. Dicono soffocata. Il sangue che prima le usciva
dalle gambe, aveva preso ad uscire dalla bocca ed era così copioso che la
soffocò. Blaterava cose strane. Non una parola aveva senso. Parlava di voci,
di orgasmi e paura. Il cervello le era andato in pappa. Non si riprese mai,
fino alla sua morte. Degli altri ragazzi non si seppe mai nulla, né i loro
corpi furono mai ritrovati."

Le ragazze lo guardavano con occhi increduli. Ma quel racconto aveva acceso
ancora di più la loro curiosità. Erano attratte ed eccitate. Volevano sapere
la verità, la verità vera. La volevano vivere.

Intervistarono altri abitanti. Ma la storia era sempre la stessa. Così i tre
amici decisero di dirigersi verso il bosco. Camminarono per ore immersi in
quella natura. E sul calare delle tenebre si accamparono per montare la
tenda e accesero il fuoco. Vi si sedettero intorno per consumare i panini
che Mia aveva preparato. Erano davvero buoni. Luca riprendeva le ragazze tra
un morso e l'altro. Era divertito dalla loro presenza. Così che volle
stuzzicarle: "Su ragazze, fate vedere che siete degne figlie della Puttana
di Blair. Fate vedere un vero bacio saffico." Mia ed Ile lo guardarono e poi
spostarono lo sguardo l'una sull'altra. Scoppiarono a ridere. Mia poi si
fece seria e si avvicinò a Ile. Le prese il viso tra le mani e lentamente si
le si avvicinò. Lei non si oppose, ma eccitata si lasciò guidare. Le piaceva
l'idea che Luca la riprendesse. Mia cominciò a baciarla con passione,
affonandole la lingua in bocca in cerca di quella di lei. Si lasciarono
trascinare da quella foga senza accorgersene, come se stessero precipitando
in un limbo senza ritorno. Ora non c'era più la telecamera, il documentario
o Luca. C'erano loro, come sorelle unite da un'unica lingua e un'unica
bocca. Un urlò forte nella foresta le riportò alla realtà come una frustata
sulla schiena. Si staccarono veloce, guardandosi attorno incredule di ciò
che avevano sentito.

"Cos'è stato?" Chiese ansimante Mia, ancora abbracciata ad Ile, quasi a
voler continuare quel loro bacio e a cercare protezione, per la paura
provocatole da quell'urlò. E vide che Ile la teneva allo stesso modo. Luca
cercava in giro con la telecamera, quasi a voler catturare quel grido in una
ripresa. Ma il bosco era buio e di nuovo silenzioso.

"Uuuuhhh.!" Mugolò il ragazzo, quasi a vezzeggiare la paura delle ragazze.
"La Puttana ha sentito la vostra eccitazione!"

"Smettila Luca!" disse Ile con tono severo e preoccupato. Ma in fondo l'idea
la entusiasmava. "Andiamo a dormire!"

La notte trascorse serena. Ma il giorno dopo si accorsero che quella notte
non era stata così tranquilla, benchè nessuno di loro si era accorto di
nulla.

Sabato

Fu Ile ad aprire per prima gli occhi. E la scena che le si presentò davanti
fu incredibile. Prese subito la telecamera per riprendere se e i suoi
compagni. Erano completamente nudi. Eppure non si ricordava di essersi
spogliata, né aveva sentito movimenti da parte dei suoi amici. Luca era in
mezzo a loro due. Mia dormiva a pancia in giù, con le gambe leggermente
divaricate. Luca, invece, stava supino, con una mano sulla sua coscia e una
sul sedere di Mia che a sua volta teneva in mano il suo pene con la
sinistra.

"Ehi, ragazzi!" chiamò Ile, mentre riprendeva il loro risveglio. Luca e Mia
aprirono gli occhi contemporaneamente. Quando Mia si rese conto di dove la
sua mano era finita e ritrovandosi nuda si drizzò di colpo, cercando
qualcosa da mettersi sopra e mascherando il rossore che le invase le guance.
"Cos'è successo?" chiese incredula. Luca si mise a sedere e con faccia
inebbetita non sapeva cosa rispondere. Si infilò i pantaloni della tuta che
ritrovò in un angolo della tenda. Un senso di impotenza li colpì, perché si
resero conto che nessuno di loro si era accorto di nulla. Nel silenzio più
totale si rivestirono.

Quando Ile uscì dalla tenda, un'altra sorpresa la colse come un pugno nello
stomaco. Falli e fiche erano stati dipinti su tutti gli alberi che li
circondavano, con vernice rossa.

"A quanto pare l'avete eccitata più del dovuto col vostro bacio, ieri sera!"
disse Luca ironico, riprendendo la telecamera dalle mani di Ile, intenta a
filmare ogni singolo albero.

"Ma non vi rendete conto?" disse con una strana forma di eccitazione "ci
siamo in mezzo!, Sarà il documentario più incredibile mai esistito al
mondo"!

"Io dico che dovremmo andarcene!" rispose Mia, mentre con le mani sul
ventre, si guardava intorno.

"Solo qualche altra ripresa. Non possiamo andarcene via adesso!" disse Ile,
mentre indicava a Luca dove filmare e cosa riprendere.

Smontarono la tenda e ripresa la cartina in mano e gli zaini sulla spalla,
ripresero il loro cammino nel bosco. Dopo ore di strada si resero conto di
essersi persi. La tensione cominciò a salire e la notte stava già giungendo
per avvolgerli di nuovo tra le sue braccia.

"Come facciamo se ci siamo persi?"

"Mia non preoccuparti, non ci siamo persi. Stai tranquilla!" disse Ile, ma
senza nemmeno lei credere alle sue parole.

Rimontarono la tenda e Luca accese di nuovo il fuoco. Erano silenziosi e la
tensione cresceva. Così che Ile decise di farli ridere.

"Luca!" chiamò "Inquadrami!"

Ile cominciò ad intonare una musica sensuale e a muoversi sinuosamente.
"Faccio la danza propiziatoria per quella gran Puttana!" e detto questo
cominciò a spogliarsi lentamente. Luca fu ipnotizzato dalle immagini che
osservava dalla telecamera. Era talmente sexy che l'unica immagine che
vedeva nitida nella sua mente era quella di sbatterla a terra, strapparle i
vestiti di dosso e violentarla con forza. Cercò di distigliere quel
pensiero. Era la sua Ile, come poteva pensare di violentarla. Ma ancora
quelle immagini di lui nudo su di lei, urlante di dolore sooto i suoi colpi
ripresero a girare nella sua testa. Sentì il suo membro farsi stretto nei
pantaloni.

"Mia, dai vieni qua!"

La ragazza si alzò dal tronco sul quale era seduta e le si avvicinò.
Intonando lo stesso motivo cominciò a muoversi vicino a lei e a toccarle i
seni che ormai erano stati denudati. Ile le prese i bottoni della camicetta
e ballando con lo stesso ritmo, cominciò a spogliarla. Di nuovo una forte
eccitazione le invase e di nuovo la loro mente si perse in quei gesti.
Continuavano a ballare e a spogliarsi, mentre le loro mani si muovevano sui
loro corpi. Le loro labbra si incontrarono di nuovo e i loro umori
cominciarono a colare, facendole sentire bagnate e vogliose. Luca riprendeva
tutto, sperando che non finisse. Ma non fu così. Di nuovo un urlo le riportò
alla realtà. Questa volta più forte di quello della sera prima. La voce di
una donna si diffuse nel bosco provocando nei ragzzi un brivido da raggelare
loro il sangue che poco prima era bollente per l'eccitazione. Le ragazzo si
rivestirono in fretta, spaventate e indifese dalla loro nudità.

"Chi c'è?" urlò Ile esasperata. "Fatti vedere!"

Ma la risposta fu una risata. Forte, lunga e che si spostava nel bosco.
Sentirono passi intorno, nel buoio della notte, che spezzava rami secchi. E
quella risata non smetteva più di risuonare. Luca cercava di seguire passi e
risata nel buio. Ma nulla. Non si vedeva nulla. La paura invase anche lui

"Ragazze, svelte, nella tenda!" come se avessero potuto trovare protezione
da quel rifugio.

Ma i tre vi si infilarono comunque.

Ile abbracciava Mia, mentre Luca continuava a riprendere il tutto. Non
riusciva e non voleva spegnere la telecamera.

Le urla ora si univano alle risate. Le sentivano fuori dalla tenda, tutto
intorno. Poi silenzio. Tutto a un tratto. E poi.spasmi. La voce nel buio
cominciò ad ansimare come in preda ad uno stato di eccitazione. Fu allora
che la tenda cominciò a muoversi. Come una mano che la accarezzava da fuori.
Mia ed Ile urlarono. E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più
forte, come se era proprio quella paura ad eccitarla. Le mani sulla tenda
aumentarono, giravano intorno. E gli spasmi divennero mugolii.

"Vattene via!" urlò Ile tenendo stretta a se Mia.

Ma la voce si fece più intensa. Rideva e godeva, godeva e rideva. Finchè
cominciò a godere, sempre più forte, come in preda ad un orgasmo animale.

Ile fu sopresa quando sentì che Mia cominciò a toccarla. Si staccò da lei
spaventata. "Mia che ti succede?"

Ma Mia non la sentiva più. Si spogliò nuda. I suoi occhi erano vuoti. Si
toccava e ansimava. Si sdraiò per terrà e allargò le gambe. Si affondò due
dita nella fica e cominciò a masturbarsi con foga, girando la testa a destra
e a sinistra, come posseduta da una forza esterna a lei. Luca la riprendeva
senza poter far altro. Anche lui era come in uno stato di ipnosi. La voce di
Mia si faceva più forte nei suoi mugolii e la sua mano sul clitoride aumentò
il ritmo. Godette lì davanti a loro, tra urla di piacere immenso. Ile non
sapeva che fare. Si sentiva eccitata anche lei, ma cercava con tutte le sue
forze di restare lucida.

"Mia!" chiamava, ma Mia non la sentiva, continuava a godere sotto le sue
stesse mani.

Poi buio e silenzio.

Domenica

Al loro risveglio Mia era sparita. E ancora una volta si ritrovò nuda
accanto a Luca, nudo anche lui. Ma questa volta non erano solo nudi. Luca
l'abbracciava.

"Luca svegliati, dov'è Mia?"

Luca aprì gli occhi si mise a sedere ancora intorpidito dal sonno e si
guardò intorno. E quando guardò Ile granò gli occhi.

"Ile.!" la chiamò indicandole il ventre.

Era tutta sporca di sangue tra le gambe e aveva dello sperma sulla pancia.
Inorridita e incredula si passò le mani sopra e poi guardò Luca, cercando
una risposta. Ma lui scosse la testa spaventato.

"Mia!" urlò Ile "Miaaaaa!"

Ma nessuna risposta.

"Luca, cos'hai fatto?" chiese guardandosi le mani sporche.

"Non so Ile, non ricordo nulla!" rispose "Andiamocene ti prego!"

La ragazza prese tremando dei fazoletti e si pulì. Calde lacrime
cominciarono a bagnarle le guance, guardando i bianchi fazzoletti sporchio
di sangue e sperma.

Si rivestì e uscì fuori a cercare Mia. Luca aveva ripreso in mano la
telecamera dopo essersi rivestito.

Appena fuori dalla tenda Ile urlò.

Altri falli rossi erano dipinti sugli alberi. Ile si avvicinò tremante.
Toccò la vernice, che questa volta le sembrò diversa. Era sangue.

"Miaaaaaaaaaaaaaaaaaa!" "Miaaaaaaaaaaaaaaaaaa!"

Ma nulla.

Luca, anche lui ora fuori dalla tenda e dietro la telecamera disse di
smontare subito tutto e andarsene da quel bosco maledetto. Passò la
telecamera alla ragazza e in fretta cercò di mettere tutto apposto.
Sistemati gli zaini, anche quello di Mia, decisero di andarsene. Sarebbero
arrivati al paese e chiamato aiuto per l'amica scomparsa. Dovettero lasciare
lì lo zaino di Mia. E si incamminarono. Luca chiese la cartina a Ile che la
cercò nella tasta dove l'aveva riposta, ma non la trovò. Di nuovo in preda
alla paura decisero di proseguire verso una direzione. Ad est, verso il
sole, con la speranza che ciò li avrebbe condotti almeno fuori dal bosco.

Camminarono in fretta. Luca continuava a riprendere. Aveva Ile davanti a se.
Ogni tanto la vedeva chiamare l'amica ma nulla. Si fermarono solo per
mangiare un boccone e poi ripresero a camminare. E fu verso il crepuscolo
che Luca la chiamò.

"Ile, guarda!"

Lo scenario che gli si prospettò davanti fu incredibile. Trovarono una
specie di altare fatto da pietre, al centro di una sequenza di alberi in
circolo. Sopra l'altare c'era un sacchetto di pelle. Intorno, appesi agli
alberi, vari falli in legno di diverse dimensioni, ciondolavano mossi da un
leggero venticello. Ile si avvicinò all'altare, seguito da Luca e la sua
telecamera. Prese il sacchetto con la mano che le tremava. Era bagnato.
Lentamente slacciò lo spago che lo chiudeva. L'aprì e urlò. Porse a mano
aperta il sacchetto a Luca che lo riprese da vicino. Si distinguevano pezzi
di carne insaguinata. Ile li spostò col dito dell'altra mano. Con occhi
spalancati riconobbe due capezzoli, le grandi labbra della farfallina e un
pallino.
"Cos'è?" chiese Luca con una voce sottile e timorosa.

"Un.clitoride!" disse Ile, buttando a terra schifata il sacchetto e
pulendosi le mani sporche di sangue addosso.

"Scappiamo!" disse spaventata.

"Ma non possiamo!" rispose Luca. Ormai è buio. Non possiamo andare da
nessuna parte.

"Non mi interessa!" gli urlò in faccia piangendo disperata. Gli voltò le
spalle e si mise a correre. Luca la inseguì e la bloccò afferrandola da un
braccio. L'abbracciò e le disse di calmarsi. Avrebbero montato la tenda e
vegliato tutta la notte in attesa del giorno. E poi si sarebbero rimessi in
cammino. Lei era stanca e sfiduciata, ma acconsentì.

La notte li avvolse in poco tempo. Accesero il fuoco e si infilarono nel
loro piccolo rifugio. Ile cominciò a piangere disperata. Luca la tenne
stretta. Poi le prese il viso tra le mani e dolcemente la baciò.

"Ileeeeeeeeeee!" sentì urlare da fuori "Ileeeeeeeeeeeeeeeeeee!"

"Mia!" disse Ileana staccandosi da Luca e guardandolo speranzosa negli
occhi.

Uscì di corsa dalla tenda. Sentì di nuovo la voce dell'amica nel buio. Prese
una torcia e si mise a correre nel bosco seguendola. Continuava a chiamarla,
ma ogni volta sentiva quella voce sempre più lontana. Luca la seguiva
illuminandola con la luce della telecamera. Ile correva disperata. Finché
non si trovarono di fronte ad una vecchia casa abbandonata. Sentirono la
voce venire dall'interno. Entrarono. La voce veniva dal piano superiore. Ma
adesso, oltre il suo nome, risentì le risate e gli spasimi. Tutto si
mischiava confondendola. Salì al piano di sopra, ma non trovò nulla. Il buio
la circondava e ciò che vedeva con la lampadina era relativo ad un piccolo
cerchio di luce.

Luca la chiamò da giù a squarciagola. Scese in fretta. Arrivò al piano
terra, ma non lo trovò più. Si sentì chiamare dallo scantinato al quale si
accedeva da una piccola scala in legno. La percorse in fretta chiamando Luca
e Mia alternativamente.

Quando arrivò al piano si fermò. Illuminò lo sfondo. Tremante e spaventata
al punto da non riuscire a proferire parola, guardò lo scenario che gli si
prospettò di fronte. Luca era seduto in un angolo, nudo, con le braccia
aperte, inchiodate alla parete. In mezzo alle gambe era sporco di sangue che
zampillava dal linguine. La testa alta la guardava con occhi sbarrati. Aveva
qualcosa in bocca. Gli si avvicinò leggermente, cercando di non cedere sulle
gambe che le tremavano. Illuminò il viso. E fu allora che si accorse che ciò
che aveva in bocca era il suo stesso pene.

Urlò forte. Poi si sentì sbattere a terra come se fosse stata spinta.
Qualcosa la teneva con la testa schiacciata a terra. Non poteva muoversi, né
liberarsi da quella presa. Urlò sentendosi tagliare i vestiti da una
forbice. Prima la camicia e poi i pantaloni della tuta. Tutto si svolse in
fretta e si ritrovò nuda, con le tette schiacciate sul pavimento freddo e il
sedere per aria. La risata che in quei giorni li aveva tormentati, ora era
dietro di lei. Si sentì allargare le gambe con forza. Era terrorizzata.
Emise un urlo spaventoso, quando con forza si sentì dolore tra le cosce, nel
ventre. Qualcosa la stava violentando. Sentì il caldo del suo sangue che le
colava. Altre spinte, sempre più forti. Ad ogni colpo che riceveva dietro,
quel mostro le alzava la testa, verso il suo Luca nell'angolo. Le dava il
tempo di guardarlo e poi le sbatteva la testa per terra. La cosa dietro di
lei stava godendo mentre la martorizzava. Era una donna.lo sentiva dalla
voce.era la Puttana di Blair.
Poi buio e silenzio.

Lunedì.

Ile fu ritrovata che vagava nuda sul ciglio del bosco. Era sporca e rivoli
di sangue scivolavano dal ventre, lungo le gambe che a stento le
permettevano ancora di camminare. Il suo sguardo era vuoto. La sua mente era
persa. Continuava a chiamare Luca e Mia con voce debole. Ma non disse altro.
La notte urlava nel sonno, a volte rideva, a volte sembrava godere. Il
sangue continuò a scorrerle tra le gambe in un'emorraggia che nessun dottore
riuscì a fermare. Finchè un giorno non al ritrovarono morta dissanguata,
nuda sul lettino del letto d'ospedale, con le gambe divaricate e il sangue
che aveva intriso tutto il lenzuolo sotto il suo bacino. Le mani sporche del
suo stesso sangue. Un braccio rovesciato oltre il letto, verso il basso.
L'altro
al viso, con la mano in bocca. Gli occhi erano spalancati e iniettati di
sangue in un eterno sguardo pieno di paura.
Rispondi citando
  #2 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 02:33 PM
ossimora
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)



sciscicchia ha scritto:

> Spero di essere ancora in tempo. Non sapevo che scrivere. Poi ho avuto
> un'illuminazione. Buona lettura.
>
> ***


Cut

>Finchè un giorno non al ritrovarono morta dissanguata,
> nuda sul lettino del letto d'ospedale, con le gambe divaricate e il sangue
> che aveva intriso tutto il lenzuolo sotto il suo bacino. Le mani sporche del
> suo stesso sangue. Un braccio rovesciato oltre il letto, verso il basso.
> L'altro
> al viso, con la mano in bocca. Gli occhi erano spalancati e iniettati di
> sangue in un eterno sguardo pieno di paura.


Scisci' hai fatto morire di paura anche me, accidenti a te! :-)
Bello e avvincente, mi è proprio piaciuto.

Pensa che mentre ero assorta nella lettura nel silenzio di questa casa
sul mare dove mi trovo, un forte e improvviso rumore fuori, di non so
nemmeno che, mi ha fatto saltare per aria!

Brava comunque. :-)

Un bacio. Oss
Rispondi citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 05:04 PM
uno nero
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)

Il 10 Lug 2005, 15:44, "sciscicchia" <sciscicchia.ile...........> ha scritto:
> Spero di essere ancora in tempo. Non sapevo che scrivere. Poi ho avuto
> un'illuminazione. Buona lettura.
>
> ***


Cara sciscicchia, l'unico modo che conosco di avere rispetto per te è dirti
quello che penso. Ed è quello che farò. Se, poi, la cosa continua a non
piacerti, me lo fai di nuovo sapere e, la prossima volta, ti dirò solo
quello che ti va oppure non ti dirò niente.

Premetto, anche se dovrebbe essere superfluo, che i giudizi che esprimo sono
e vogliono essere unicamente personali, basati sul mio modo di intendere lo
scrivere ed il raccontare.

Allora, il racconto non mi è piaciuto.
Sull'idea non discuto, può andare bene e può essere divertente l'averla così
personalizzata con una Ile, una Mia, un Luca.

Non discuto neanche il finale granguignolesco perché rientra a buon diritto
sia nell'EDS che nel tema che hai voluto trattare.

Ma, secondo me, è scritto piuttosto male.

Intanto ritengo sia eccessivamente lungo e, nella prima parte nella quale
non succede niente per un po', noioso anche per l'eccesso di descrizioni. Ma
anche la parte centrale, quella nella quale ci sono episodi, è
eccessivamente lunga e noiosa.

I personaggi sono alquanto improbabili, o, almeno, lo spero. In particolare
quel Luca che continua a riprendere in qualsiasi situazione. Anche quando
questa diventa drammatica e pericolosa e sarebbe ben più utile fare
qualcos'altro. Finché non gli cazzano il cazzo in bocca.

Infine, la scrittura è, per i miei gusti personali ma, ritengo, anche per
alcune valutazioni oggettive, piuttosto lacunosa.

Ci sono degli errori probabilmente dovuti alla fretta. Ricordo un paio di
urlo, sostantivo, con la o accentata. e qualcos'altro.
Ma, in particolare, ho notato l'uso di termini ed espressioni del tutto
inadatte. Quasi che tu non ne conoscessi bene il significato. Per esempio:

- Mugolò il ragazzo, quasi a vezzeggiare la paura delle ragazze.
Non ha senso usare "vezzeggiare" riferito alla paura. La paura si alimenta o
si attenua, a seconda dell'intendimento.

- Un senso di impotenza li colpì, perché si resero conto che nessuno di loro
si era accorto di nulla.
Non dovrebbero avvertire un senso di "impotenza" in questa situazione, ma di
sorpresa, o di sgomento, a seconda dell'intensità.

- E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte....
E' piuttosto ardito sostenere, a meno di sostenerlo con un certo tipo di
scrittura che non c'è, che la voce abbia degli "spasimi", in quanto gli
spasimi sono contrazioni muscolari difficilmente attribuibili alla voce.

E qualcos'altro ancora.

Ecco, sciscicchia, questo è quanto.
Secondo me, visto che ti piace scrivere e che hai fatto delle cose carine,
dovresti cercare di scrivere racconti brevi, con articolazioni semplici.
Dovresti curarli nella parte ortografica affidandoti al correttore di word
e, soprattutto, dovresti usare termini del cui significato sei sicura. Anche
qui word può darti una mano.

Un caro saluto
uno


--------------------------------
Inviato via http://arianna.........../usenet/
Rispondi citando
  #4 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 05:10 PM
sciscicchia
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)


"ossimora" <ossimora.virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:1121006017.598803.82850.z14g2000cwz.googlegro ups.com...
>
> Scisci' hai fatto morire di paura anche me, accidenti a te! :-)
> Bello e avvincente, mi è proprio piaciuto.


daiii....ha fatto lo stesso effetto ame mentr elo scrivevo. Ero immersa
nella scrittura e ad un certo punto mi sono ritrovata ad immaginare una
scena in maniera così forte, verso la fine, che mi sono ritrovata a sgranare
gli occhi. Fors eperchè ho visto sto film la settimana scorsa verso le 11 di
notte ed è finito verso l'1. Non facevo altro che accedere e spegnere la
luce. Finchè non ho deciso di lasciarla accesa. poi ad un certo punto ho
sentito dei rumori in camera e di scatto ho riacceso la luce. Era mio padre
che era venuto a spegnermela. Avevo il cuore in gola. Manco l'esorcista mi
ha fatto quest'effetto. Ma credo sia perchè è un film che va avanti solo ad
immaginazione e suspance. Cmq sono contenta ti sia piaciuto. :-*

>
> Pensa che mentre ero assorta nella lettura nel silenzio di questa casa
> sul mare dove mi trovo, un forte e improvviso rumore fuori, di non so
> nemmeno che, mi ha fatto saltare per aria!


Lo stesso effetto di mio padre quando in piena notte mi è venuto a spegnere
la luce! :-P

>
> Brava comunque. :-)
>
> Un bacio. Oss


Un bacio anche a te! :-)
Rispondi citando
  #5 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 05:10 PM
Kripton
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)


"sciscicchia"

| Poi ho avuto un'illuminazione.

c u t

| Prima la camicia e poi i pantaloni della tuta.

Punto 1. Fa paura.

Punto 2. Ok è liberamente ispirato a...

Punto 3. Vabbe' che dovevano andare in un bosco... ma la
camicia con i pantaloni della tuta! Insomma ha fatto bene la
strega a strapparle le vesti a questa Ileana. Un po' di
gusto, cacchio!

Punto 4. I numeri dovresti scriverli a lettere. Erano le
otto. Molto più bello, anche graficamente, di: "erano le 8".

Punto 5. Dovresti leggerlo lentamente, magari
sussurrando, se non puoi leggere ad alta voce. Sistemare la
punteggiatura, eliminare le ripetizioni. Definire la
proprietà di linguaggio. Cancellare ciò che ti appare
superfluo. Che sta lì ma che non ti aggiunge nulla al
racconto.

Inoltre, se posso permettermi, ti do due dritte.
Sarebbe stata graziosa una descrizione della strega o dei
rapporti sessuali fra i tre protagonisti, tanto per
aggiungere *pause* e pepe al racconto.
Ken Follet scrive i suoi romanzi, che personalmente non amo,
ma che gradisco, seguendo uno schema infallibile: ad ogni
pagina aggiunge un fatto nuovo, mandando in "suspance"
quello precedente. E' un meccanismo, questo, che ti tiene
incollato al racconto, fornendoti un gusto maggiore nel
consumare il *prodotto* scritto.
I libri di Ken Follet, per inciso, sono tra i più venduti al
mondo.
Infine due parole sui luoghi. Sarebbe stato utile, per te
narratore, ambientare i fatti in una zona da te conosciuta,
in modo da aiutarti nella descrizione e rendere ancora più
realistico il racconto.

Insomma fatti sotto, Ile!

Krip
Rispondi citando
  #6 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 07:06 PM
sciscicchia
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)

> Cara sciscicchia, l'unico modo che conosco di avere rispetto per te è
> dirti
> quello che penso. Ed è quello che farò. Se, poi, la cosa continua a non
> piacerti, me lo fai di nuovo sapere e, la prossima volta, ti dirò solo
> quello che ti va oppure non ti dirò niente.


Caro uno, mi fa piacere vedere il tuo nome tra i lettori del mio racconto. E
mi fa piacere sapere che finalmente ti rivolgi a me, parlando direttamente
con me. Devi essere sincero..alla verità riesco a sopravvivere,
l'indifferenza mi consuma, ma solo perchè mi tormento chiedendomi perchè!
:-)

>
> Premetto, anche se dovrebbe essere superfluo, che i giudizi che esprimo
> sono
> e vogliono essere unicamente personali, basati sul mio modo di intendere
> lo
> scrivere ed il raccontare.


E io prometto che baserò il nostro rapporto solo sulla professionalità dello
scrivere. Niente troieggamenti...sarò seria!

>
> Allora, il racconto non mi è piaciuto.


Peccato!

> Sull'idea non discuto, può andare bene e può essere divertente l'averla
> così
> personalizzata con una Ile, una Mia, un Luca.


Giuro, ho provato a cercare nomi diversi, ma so che quando penso a loro so
già come si comporterebbero se la situazione fosse reale. Così che non mi
piace mettere, almeno per ora nomi diversi. Oltretutto Luca fa il
videoproduttore, chi meglio di lui per questo ruolo. :-)

>
> Non discuto neanche il finale granguignolesco perché rientra a buon
> diritto
> sia nell'EDS che nel tema che hai voluto trattare.


Posso prendere almeno questo come parvenza di un complimento? Giusto
un'anticchia per la mia femminilità!

>
> Ma, secondo me, è scritto piuttosto male.


Proprio male male???manco maluccio, manco, che ne so...poco bene, fa più
"gentile". No, proprio male...ok!

>
> Intanto ritengo sia eccessivamente lungo e, nella prima parte nella quale
> non succede niente per un po', noioso anche per l'eccesso di descrizioni.


Beh, ho cercato di mettere il minomo indispesabile per far capire ils enso
del socumentario, lo scenario. Le emozioni. onsidera che ho cercato di
seguire l'andamento di un film, in poche pagine. Io pensavo fosse anche poco
delineato.

Ma
> anche la parte centrale, quella nella quale ci sono episodi, è
> eccessivamente lunga e noiosa.


E' che quando scrivo, come sempre mi perdo. Troppe scene e troppi cambi
repentini...rileggendolo questo ho provato io. Ma si vede che le sensazioni
sono diverse.

> I personaggi sono alquanto improbabili, o, almeno, lo spero. In
> particolare
> quel Luca che continua a riprendere in qualsiasi situazione. Anche quando
> questa diventa drammatica e pericolosa e sarebbe ben più utile fare
> qualcos'altro.


Questo è un complimento. E' la stessa riflessione che ho fatto io vedendo il
film. Ciò significa, a mio avviso, che sono riuscita a riprodurre la stessa
reazione. Quelli stavano per essere ammazzati e lui continuava a riprendere.
Ma mi sa che non hai visto il film.

>Finché non gli cazzano il cazzo in bocca.


Si, povero Luca. quando ho immaginato quella scene mi sono dispiaciuta per
lui e per quando lo leggerà. Ma la cosa mi ha fatto anche sorridere, così
l'ho scritta!

>
> Infine, la scrittura è, per i miei gusti personali ma, ritengo, anche per
> alcune valutazioni oggettive, piuttosto lacunosa.


Hai ragione. Dovevo andare a mare, le amiche mi aspettavano e non potevo
aspettare di ritornare per postarlo. Così mi sono affidata a word. Ma
rileggendolo ho notato anch'io molti errori, di grammatica e punteggiatura.

> La paura si alimenta o
> si attenua, a seconda dell'intendimento.
>
> Non dovrebbero avvertire un senso di "impotenza" in questa situazione, ma
> di
> sorpresa, o di sgomento, a seconda dell'intensità.
>
> E' piuttosto ardito sostenere, a meno di sostenerlo con un certo tipo di
> scrittura che non c'è, che la voce abbia degli "spasimi", in quanto gli
> spasimi sono contrazioni muscolari difficilmente attribuibili alla voce.


Giuste osservazioni. Ci sono cose che devo correggere nella mia scrittura.
Nonostante tanti libri letti, mi rendo conto che ancora uso delle
espressioni in modo scorretto. La prox volta farò le cose con più calma.

>
> Ecco, sciscicchia, questo è quanto.
> Secondo me, visto che ti piace scrivere e che hai fatto delle cose carine,
> dovresti cercare di scrivere racconti brevi, con articolazioni semplici.


Va bene...però adesso non mi prendere per una che scrive da ieri.
Articolazioni semplici mi sa di ragazzetta delle elementari alle prime armi.
E a me piace, modestamente e lo dico, come scrivo. Posso usare parole
imporprie o sbagliare l'andamneto di alcune frasi, ma non reputo il mio
scrivere così immaturo. Ma sempre sono punti di vista diversi.

> Dovresti curarli nella parte ortografica affidandoti al correttore di word


Quel bastardo mi ha tradito. Non mi ha corretto alcune parole semplicissime
e scritte con una lettera al posto di un'altra. Ma daltronde è solo una
macchina, per quanto perfetta, ma pur sempre una macchina!

> e, soprattutto, dovresti usare termini del cui significato sei sicura.


Questo è un preziosissimo consiglio. La prox volta troverò prima il
significato della parola "ardita" che voglio usare, così non sbaglio, tipo
spasimi invece di spasmi. Ehi, no aspetta un attimo: il vocabolario dice che
"spasmi" è la contrazione involontaria delle fibre muscolari, mentre
"spasimo" è un dolore fisico acuto o strazio. E nella mia frase:
"- E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte...." la
parola si adatta bene nel senso di strazio della voce. Professore, stavolta
mi sa che hai toppato tu. ;-)

> Un caro saluto
> uno



Un caro saluto
sciscì
Rispondi citando
  #7 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 07:22 PM
sciscicchia
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)


"> Punto 1. Fa paura.

Risposta 1. Spero sia un complimento! :-)

> Punto 2. Ok è liberamente ispirato a...


Risposta 2. Si liberamente ispirato a...

> Punto 3. Vabbe' che dovevano andare in un bosco... ma la
> camicia con i pantaloni della tuta! Insomma ha fatto bene la
> strega a strapparle le vesti a questa Ileana. Un po' di
> gusto, cacchio!


Risposta 3. Scacco alla mia femminilità. Ma un jeans era più duro da
tagliare. Così che ho pensato alla tuta. Avrei dovuto abbinarla con il pezzo
di sopra, ma è stato un errore. La prox volta tuta a strap...o minigonna
così non deve essere strappato o tagliato nulla. Anche se in un bosco non è
l'ideale.

> Punto 4. I numeri dovresti scriverli a lettere. Erano le
> otto. Molto più bello, anche graficamente, di: "erano le 8".


Risposta 4. Lo terrò a mente per la prox volta. Hai ragione cmq, mi
scocciava scriverle a lettere. :-)

> Punto 5. Dovresti leggerlo lentamente, magari
> sussurrando, se non puoi leggere ad alta voce. Sistemare la
> punteggiatura, eliminare le ripetizioni. Definire la
> proprietà di linguaggio. Cancellare ciò che ti appare
> superfluo. Che sta lì ma che non ti aggiunge nulla al
> racconto.


Risposta 5. Perdonami padre perchè ho peccato, avevo fretta di andare a mare
e non l'ho riletto. Ma voglio denunciare che il server mi ha levato i
puntini di sospensione e quindi alcuni che sembrano punti non hanno senso.
Cmq chiedo perdono! :-D


> Inoltre, se posso permettermi, ti do due dritte.


Vai...ascolto...anzi leggo!

> Sarebbe stata graziosa una descrizione della strega o dei
> rapporti sessuali fra i tre protagonisti, tanto per
> aggiungere *pause* e pepe al racconto.


Salto Kan Follet, il quale con il suo "I quattro pilastri della terra" è
riuscito a farmi incazzare, eccitare, piangere e ridere, quindi non metto
bocca. UNO mi dice che è lungo e troppo descritto, tu che è poco descritto.
La strega, e mi sa che non hai visto il film e te lo consiglio, non si vede.
Di lei si sentono solo urla, rumori, pianti di bambini (nel film dico). Ed
è ciò che mette ansia. Anche il fatto di non sapere come possa violentare la
ragazza essendo una femmina è un mistero che ho ricondotto al film. In cui
lei trova morto l'amico, nella scena finale e subito dopo si accascia con la
telecamera e il film finisce. Ho cercato di dare il senso d'angoscia che lei
mi ha creato nel film. E ti assicuro che ce ne vuole molto a farmi stare
così. Vedo film horror da quando ero piccola. E solo l'esorcista, come ho
detto ad Ossimora, mi ha dato una minima parte di quello che ho provato con
sto film. Ti consiglio di vederlo. Per quanto riguarda il rapporto tra gli
amici, se mi fossi dovuta fermare a descrivere tutto non avrei finito più:
C'era tanto da dire e dovevo concentrarlo in un racconto adatto a isr senza
dividerlo in parti. Così che ho dato l'idea di tutto.

> > Infine due parole sui luoghi. Sarebbe stato utile, per te

> narratore, ambientare i fatti in una zona da te conosciuta,
> in modo da aiutarti nella descrizione e rendere ancora più
> realistico il racconto.


Non volevo focalizzare il tutto sul bosco. Mi serviva come sfondo per le
scene. Infatti ho cercato di concentrami sui particolari macabri che la
Puttana lasciava ogni mattina.

>
> Insomma fatti sotto, Ile!
>
> Krip


Eheheh...io direi che devi vedere il film. Cmq grazie...l'unica cosa che non
ho capito è se ti è piaciuto. E' l'unico punto che mi sa che non hai svolto.
;-) Come hai detto che ti piacciono i baci??? ;-***
Rispondi citando
  #8 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 08:56 PM
Acciaio
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)

sciscicchia ha scritto:
> Spero di essere ancora in tempo.


Si è sempre in tempo. Io mi sono infognato un racconto che sarà pronto
per il prossimo eds fantastico.

Prima impressione: non male
Motivo: il racconto ha un taglio horror e riesci a comunicare, anche se
solo nel finale, un certo orrore/repulsione.
Diffetto principale: poco originale per chi ha visto il film.

cut

> E, soprattutto, quando la sua spudorata curiosità,

Scelgo una frase a caso: meglio non usare aggettivi o, se li usi, fallo
in modo differente.


> discutevano del documentario sulla Puttana di Blair. E poi scoppiavano

La Puttana di Blair ha un suono evocativo e mi piace


> La spesa era fatta. La macchina era pronta. Luca, con la telecamera

in > mano, aveva cominciato a girare il documentario. Mia diede il primo
> ciak e Ile cominciò, con una punta di nervosismo ed emozione, a
> raccontare.

Paragrafo come questo: li potevi tagliare, non servono.

cut

> Urlò forte. Poi si sentì sbattere a terra come se fosse stata spinta.
> Qualcosa la teneva con la testa schiacciata a terra. Non poteva

muoversi, né
> liberarsi da quella presa. Urlò sentendosi tagliare i vestiti da una
> forbice. Prima la camicia e poi i pantaloni della tuta. Tutto si

svolse in
> fretta e si ritrovò nuda, con le tette schiacciate sul pavimento

freddo e il
> sedere per aria. La risata che in quei giorni li aveva tormentati,

ora era
> dietro di lei. Si sentì allargare le gambe con forza. Era terrorizzata.
> Emise un urlo spaventoso, quando con forza si sentì dolore tra le

cosce, nel
> ventre. Qualcosa la stava violentando. Sentì il caldo del suo sangue

che le
> colava. Altre spinte, sempre più forti. Ad ogni colpo che riceveva

dietro,
> quel mostro le alzava la testa, verso il suo Luca nell'angolo. Le dava il
> tempo di guardarlo e poi le sbatteva la testa per terra. La cosa

dietro di
> lei stava godendo mentre la martorizzava. Era una donna.lo sentiva dalla
> voce.era la Puttana di Blair.
> Poi buio e silenzio.



Questo, che era il pezzo forte, ti è riuscito abbastanza bene. Ma,
concordo con kripton, la camicia con la tuta? Mi è subito tornato in
mente il pigiama con gli orsi con sotto il perizoma! A parte gli
scherzi, un abbigliamento troppo "di ruolo", tipo biancheria di pizzo,
rende banale un racconto ma uno così porta la mente a inorridirsi per
motivi non voluti diminuendo l'effetto del sangue che cola.

Ultima cosa; il finale va bene ma se lo anticipavi meno attraverso le
parole del vecchio, era più efficace.

aC.
Rispondi citando
  #9 (permalink)  
Vecchio 07-10-2005, 09:02 PM
Acciaio
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)

Kripton ha scritto:
> "sciscicchia"
>
> Punto 4. I numeri dovresti scriverli a lettere. Erano le
> otto. Molto più bello, anche graficamente, di: "erano le 8".



e dilla tutta kript,
per esteso solo fino a due cifre (o fino a dodici, a secondo delle
scuole di pensiero),
poi meglio in numeri, con esclusione di milioni e miliari ecc. che
andrebbero scritti per esteso.)

aC.
Rispondi citando
  #10 (permalink)  
Vecchio 07-11-2005, 10:30 AM
sciscicchia
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)


"Acciaio" <lo.shrike_togliunderscore.fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:hYfAe.12021$b93.1712.tornado.fastwebnet.it...


> Prima impressione: non male
> Motivo: il racconto ha un taglio horror e riesci a comunicare, anche se
> solo nel finale, un certo orrore/repulsione.
> Diffetto principale: poco originale per chi ha visto il film.



Cut

> Ultima cosa; il finale va bene ma se lo anticipavi meno attraverso le
> parole del vecchio, era più efficace.
>
> aC.


Non ti dispiacere se mi fermo a questi due. Il resto dei suggerimenti li
terrò a mente per la prox volta.
Per quanto riguarda la prima parte: poco originale. Buh...non so se hai
ragione o torto. Ragione perchè mi sono attenuta molto alle seuqenza del
film. Torto perchè per ricreare le stesse sequenze del film e renderlo
diverso ci ho pensato pensato parecchio, finchè ieri non mi sono alzata e
l'ho scritto. Non è semplice costruire un horror. Se scrivo seuqenze di
sesso riesco a fondere momenti vissuti con desideri, ma basati cmq su mie
esperienze. Scrivere horror che facciano davvero effetto ci vuole davvero
arte, come il tuo fantasi dalle palle d'acciaio. Sono cose non vissute, la
paura, l'angoscia, le sequenze. E' tutto frutto di reazioni che devi
immaginare. Ode a Stephen King. Il film è stato per me un filmone, che come
sempre valuto in base a quanto mi fa paura. Non potevo pretendere di essere
all'altezza. Sicuramente ho sbagliato a non andare prima a mare e postarlo
poi con tranquillità. Ma fa nulla...sono contenta di aver partecipato
anch'io all'eds! :-)

Per quanto riguarda il finale, forse hai ragione, ma faceva parte del
rito...e un rito lo è se ripetuto. Se non lo facevo anticipare dal
vecchietto non lo si sarebbe capito. Volevo dare l'idea di rituale di
stregoneria, versione hard. E per variare ho fatto morire la seconda
diversamente dalla prima. :-)

P.S. Per la tuta e la camicia: ammetto..ho cercato di lanciare una nuova
moda...ma mi sa che non ci sono riuscita...uffa! :-D
Rispondi citando
  #11 (permalink)  
Vecchio 07-11-2005, 12:25 PM
uno nero
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Il 10 Lug 2005, 21:06, "sciscicchia" <sciscicchia.ile...........> ha scritto:

> Questo è un preziosissimo consiglio. La prox volta troverò prima il
> significato della parola "ardita" che voglio usare, così non sbaglio, tipo
> spasimi invece di spasmi. Ehi, no aspetta un attimo: il vocabolario dice

che
> "spasmi" è la contrazione involontaria delle fibre muscolari, mentre
> "spasimo" è un dolore fisico acuto o strazio. E nella mia frase:
> "- E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte...." la
> parola si adatta bene nel senso di strazio della voce. Professore,

stavolta
> mi sa che hai toppato tu. ;-)
>


Se la cosa può farti piacere, fa piacere anche a me.

Sani
uno

--------------------------------
Inviato via http://arianna.........../usenet/
Rispondi citando
  #12 (permalink)  
Vecchio 07-11-2005, 12:35 PM
sciscicchia
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)


"uno nero" <uno_nero...........> ha scritto nel messaggio
news:83Z176Z85Z246Y1121084754X8156.usenet.libero.i t...
> Il 10 Lug 2005, 21:06, "sciscicchia"
>
> Se la cosa può farti piacere, fa piacere anche a me.
>
> Sani
> uno


allora siamo contenti in due....ma basta? non hai altro da dire...sulle
altre cose che ti ho detto? ok...resto professionale! ciao
Rispondi citando
  #13 (permalink)  
Vecchio 07-11-2005, 07:01 PM
Sugarbaby
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)



sciscicchia ha scritto:
> The Blair Bitch Project
> Era convinta che sarebbe stato un documentario originale, fantastico e,
> soprattutto.


Nn ho visto il film in questione ma questo racconto non mi ha convinta
troppo. Ho letto cose tue molto + belle.
Alla prossima

Sugar
Rispondi citando
  #14 (permalink)  
Vecchio 07-11-2005, 09:44 PM
Acciaio
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)

sciscicchia ha scritto:
> "Acciaio" <lo.shrike_togliunderscore.fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
> news:hYfAe.12021$b93.1712.tornado.fastwebnet.it...
>


>
>
> Non ti dispiacere se mi fermo a questi due. Il resto dei suggerimenti li
> terrò a mente per la prox volta.
> Per quanto riguarda la prima parte: poco originale. Buh...non so se hai
> ragione o torto. Ragione perchè mi sono attenuta molto alle seuqenza del
> film.


Al film mi riferivo. In questo senso credo sia stato determinate il
gioco della telecamera, forse era lì che dovevi scartare.

Torto perchè per ricreare le stesse sequenze del film e renderlo
> diverso ci ho pensato pensato parecchio, finchè ieri non mi sono alzata e
> l'ho scritto. Non è semplice costruire un horror.


vero, hai fatto bene a tenere un filo esistente. Allora ti ripeto, se la
trama la lasciavi uguale ma toglievi il goco della telecamere e lo
sostituivi con altro forse nemmeno avrei riconosciuto la trama. Così,
per cattiva memoria mia, non ho apprezzato le modifiche da te fatte.
Piccoli trucchi.

cut

>
> P.S. Per la tuta e la camicia: ammetto..ho cercato di lanciare una nuova
> moda...ma mi sa che non ci sono riuscita...uffa! :-D


Lol, direi di no. Ma non perdere le speranze: magari una nonpiùtuta
tascosa e sbridellata che cade sui fianchi con, che so, una camicia
strapiccina a mezza manica...

un bacio

aC.
Rispondi citando
  #15 (permalink)  
Vecchio 07-12-2005, 09:15 AM
sciscicchia
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Predefinito Re: The Blair Bitch Project (eds)


"Acciaio" <lo.shrike_togliunderscore.fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:2LBAe.13966$b93.8168.tornado.fastwebnet.it...
>


> Lol, direi di no. Ma non perdere le speranze: magari una nonpiùtuta
> tascosa e sbridellata che cade sui fianchi con, che so, una camicia
> strapiccina a mezza manica...
>
> un bacio
>
> aC.



Idea geniale e molto chic...me lo disegni, così me lo faccio realizzare da
mia madre??? Lo intitolerò "l'Acciaio fashion tuta", che poi sembra più il
nome di un negozio....baci baci :-)
Rispondi citando
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