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Spero di essere ancora in tempo. Non sapevo che scrivere. Poi ho avuto un'illuminazione. Buona lettura. *** Era convinta che sarebbe stato un documentario originale, fantastico e, soprattutto. Era sicura che avrebbe scoperto chi era quella puttana e come faceva a portare persone sconosciute nel suo mondo senza che qualcuno fosse riuscito vederla. Quando suo padre le raccontò la storia da piccola non volle crederci. "Devi sempre fare attenzione" le diceva "tu sei un fiore prezioso per lei! Promettimi che terrai le mie parole sempre ben a mente!" E lei, inconsapevole, a causa della giovane età, dell'importanza del racconto del padre, annuiva docilmente. Non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno quelle parole e il viso di suo padre, vicino al suo letto che gli raccontava quella storia, le si sarebbero stampate nella mente come marchio indelebile. E, soprattutto, quando la sua spudorata curiosità, la portò a voler conoscere la realtà personalmente, non sapeva che certe cose è bene rimangano solo delle storie. Aveva chiesto a Mia e a Luca di accompagnarla in quell'avventura. Mia amava l'avventura quanto lei, benchè fosse un po' più timorosa e fifona. Ma sapeva quanto l'idea di trascorrere un week-end insieme la eccitava. Avrebbero dormito tutti e tre nella stessa tenda, nel mezzo di un grande bosco, come se fossero streghe pronte per un sacrificio sessuale. Così diceva quando discutevano del documentario sulla Puttana di Blair. E poi scoppiavano a ridere, ignare di quanto questo fosse vero. Luca sarebbe stato il loro protettore, l'angelo custode, la guardia del corpo.e si, il corpo glielo avrebbe fatto guardare volentieri, e non solo guardare. Non stavano insieme, ma la sua fantasia volava su lidi sconfinati, ogni volta che pensava a lui o lo aveva davanti agli occhi. Ma non erano ancora pronti ad affrontare il discorso, aspettavano tempi più maturi. Venerdì. La spesa era fatta. La macchina era pronta. Luca, con la telecamera in mano, aveva cominciato a girare il documentario. Mia diede il primo ciak e Ile cominciò, con una punta di nervosismo ed emozione, a raccontare. Si sarebbero messi in viaggio da lì a poco. Erano le 6 del mattino e il sole era caldo sopra di loro. Sarebbero arrivati al bosco di Blair intorno alle 8. Avrebbero iniziato dalle interviste agli abitanti del luogo e poi si sarebbero inoltrati nel bosco alla ricerca di tracce e immagini inedite. "Partiamooooo!" Gridò con entusiasmo e si fece passare la telecamera da Luca, per riprenderlo mentre guidava verso la loro ambita meta. Il piccolo villaggio si trovava al limite del bosco. Era formato da piccole case sparse, con le loro pareti bianche e i tetti rossi. Tutte uguali. La cosa li sorprese un po', ma lo stupore passò in fretta. Bastò la foga di Ile a voler girare subito in cerca di informazioni, per distoglierli da quel pensiero. Prese per mano Mia, mentre Luca le seguiva con l'obiettivo puntato costantemente su di loro. Aveva avuto disposizioni precise in merito: "Voglio riprendere tutto!" Le aveva detto la bionda regista con uno sguardo serio e fermo da inquisitore. E poi gli aveva sorriso con quella dolcezza che solo lei aveva. "Cosa sa della puttana di Blair?" - chiese Ile a un vecchio signore che, seduto sulla veranda della sua perfetta casa bianca, fumava beato la pipa. "E' una strega. Nessuno l'ha mai vista. Ma dei bocconcini come te e la tua amica farebbero bene a stare molto attente. Due anni fa un gruppo di ragazzi si avventurò per il bosco per una scampagnata. Tre ragazzi e tre ragazze. Di loro solo una ragazza riuscì a tornare. La trovarono che camminava sul ciglio del bosco con i vestiti tutti strappati, sporca e ancora sanguinante. Non aveva segni di lesioni sul corpo. Ma rivoli di sangue continuavano ad uscirle dall'inguine, colandole sulle gambe. Sanguinò per mesi. E quando smise di sanguinare, morì. Dicono soffocata. Il sangue che prima le usciva dalle gambe, aveva preso ad uscire dalla bocca ed era così copioso che la soffocò. Blaterava cose strane. Non una parola aveva senso. Parlava di voci, di orgasmi e paura. Il cervello le era andato in pappa. Non si riprese mai, fino alla sua morte. Degli altri ragazzi non si seppe mai nulla, né i loro corpi furono mai ritrovati." Le ragazze lo guardavano con occhi increduli. Ma quel racconto aveva acceso ancora di più la loro curiosità. Erano attratte ed eccitate. Volevano sapere la verità, la verità vera. La volevano vivere. Intervistarono altri abitanti. Ma la storia era sempre la stessa. Così i tre amici decisero di dirigersi verso il bosco. Camminarono per ore immersi in quella natura. E sul calare delle tenebre si accamparono per montare la tenda e accesero il fuoco. Vi si sedettero intorno per consumare i panini che Mia aveva preparato. Erano davvero buoni. Luca riprendeva le ragazze tra un morso e l'altro. Era divertito dalla loro presenza. Così che volle stuzzicarle: "Su ragazze, fate vedere che siete degne figlie della Puttana di Blair. Fate vedere un vero bacio saffico." Mia ed Ile lo guardarono e poi spostarono lo sguardo l'una sull'altra. Scoppiarono a ridere. Mia poi si fece seria e si avvicinò a Ile. Le prese il viso tra le mani e lentamente si le si avvicinò. Lei non si oppose, ma eccitata si lasciò guidare. Le piaceva l'idea che Luca la riprendesse. Mia cominciò a baciarla con passione, affonandole la lingua in bocca in cerca di quella di lei. Si lasciarono trascinare da quella foga senza accorgersene, come se stessero precipitando in un limbo senza ritorno. Ora non c'era più la telecamera, il documentario o Luca. C'erano loro, come sorelle unite da un'unica lingua e un'unica bocca. Un urlò forte nella foresta le riportò alla realtà come una frustata sulla schiena. Si staccarono veloce, guardandosi attorno incredule di ciò che avevano sentito. "Cos'è stato?" Chiese ansimante Mia, ancora abbracciata ad Ile, quasi a voler continuare quel loro bacio e a cercare protezione, per la paura provocatole da quell'urlò. E vide che Ile la teneva allo stesso modo. Luca cercava in giro con la telecamera, quasi a voler catturare quel grido in una ripresa. Ma il bosco era buio e di nuovo silenzioso. "Uuuuhhh.!" Mugolò il ragazzo, quasi a vezzeggiare la paura delle ragazze. "La Puttana ha sentito la vostra eccitazione!" "Smettila Luca!" disse Ile con tono severo e preoccupato. Ma in fondo l'idea la entusiasmava. "Andiamo a dormire!" La notte trascorse serena. Ma il giorno dopo si accorsero che quella notte non era stata così tranquilla, benchè nessuno di loro si era accorto di nulla. Sabato Fu Ile ad aprire per prima gli occhi. E la scena che le si presentò davanti fu incredibile. Prese subito la telecamera per riprendere se e i suoi compagni. Erano completamente nudi. Eppure non si ricordava di essersi spogliata, né aveva sentito movimenti da parte dei suoi amici. Luca era in mezzo a loro due. Mia dormiva a pancia in giù, con le gambe leggermente divaricate. Luca, invece, stava supino, con una mano sulla sua coscia e una sul sedere di Mia che a sua volta teneva in mano il suo pene con la sinistra. "Ehi, ragazzi!" chiamò Ile, mentre riprendeva il loro risveglio. Luca e Mia aprirono gli occhi contemporaneamente. Quando Mia si rese conto di dove la sua mano era finita e ritrovandosi nuda si drizzò di colpo, cercando qualcosa da mettersi sopra e mascherando il rossore che le invase le guance. "Cos'è successo?" chiese incredula. Luca si mise a sedere e con faccia inebbetita non sapeva cosa rispondere. Si infilò i pantaloni della tuta che ritrovò in un angolo della tenda. Un senso di impotenza li colpì, perché si resero conto che nessuno di loro si era accorto di nulla. Nel silenzio più totale si rivestirono. Quando Ile uscì dalla tenda, un'altra sorpresa la colse come un pugno nello stomaco. Falli e fiche erano stati dipinti su tutti gli alberi che li circondavano, con vernice rossa. "A quanto pare l'avete eccitata più del dovuto col vostro bacio, ieri sera!" disse Luca ironico, riprendendo la telecamera dalle mani di Ile, intenta a filmare ogni singolo albero. "Ma non vi rendete conto?" disse con una strana forma di eccitazione "ci siamo in mezzo!, Sarà il documentario più incredibile mai esistito al mondo"! "Io dico che dovremmo andarcene!" rispose Mia, mentre con le mani sul ventre, si guardava intorno. "Solo qualche altra ripresa. Non possiamo andarcene via adesso!" disse Ile, mentre indicava a Luca dove filmare e cosa riprendere. Smontarono la tenda e ripresa la cartina in mano e gli zaini sulla spalla, ripresero il loro cammino nel bosco. Dopo ore di strada si resero conto di essersi persi. La tensione cominciò a salire e la notte stava già giungendo per avvolgerli di nuovo tra le sue braccia. "Come facciamo se ci siamo persi?" "Mia non preoccuparti, non ci siamo persi. Stai tranquilla!" disse Ile, ma senza nemmeno lei credere alle sue parole. Rimontarono la tenda e Luca accese di nuovo il fuoco. Erano silenziosi e la tensione cresceva. Così che Ile decise di farli ridere. "Luca!" chiamò "Inquadrami!" Ile cominciò ad intonare una musica sensuale e a muoversi sinuosamente. "Faccio la danza propiziatoria per quella gran Puttana!" e detto questo cominciò a spogliarsi lentamente. Luca fu ipnotizzato dalle immagini che osservava dalla telecamera. Era talmente sexy che l'unica immagine che vedeva nitida nella sua mente era quella di sbatterla a terra, strapparle i vestiti di dosso e violentarla con forza. Cercò di distigliere quel pensiero. Era la sua Ile, come poteva pensare di violentarla. Ma ancora quelle immagini di lui nudo su di lei, urlante di dolore sooto i suoi colpi ripresero a girare nella sua testa. Sentì il suo membro farsi stretto nei pantaloni. "Mia, dai vieni qua!" La ragazza si alzò dal tronco sul quale era seduta e le si avvicinò. Intonando lo stesso motivo cominciò a muoversi vicino a lei e a toccarle i seni che ormai erano stati denudati. Ile le prese i bottoni della camicetta e ballando con lo stesso ritmo, cominciò a spogliarla. Di nuovo una forte eccitazione le invase e di nuovo la loro mente si perse in quei gesti. Continuavano a ballare e a spogliarsi, mentre le loro mani si muovevano sui loro corpi. Le loro labbra si incontrarono di nuovo e i loro umori cominciarono a colare, facendole sentire bagnate e vogliose. Luca riprendeva tutto, sperando che non finisse. Ma non fu così. Di nuovo un urlo le riportò alla realtà. Questa volta più forte di quello della sera prima. La voce di una donna si diffuse nel bosco provocando nei ragzzi un brivido da raggelare loro il sangue che poco prima era bollente per l'eccitazione. Le ragazzo si rivestirono in fretta, spaventate e indifese dalla loro nudità. "Chi c'è?" urlò Ile esasperata. "Fatti vedere!" Ma la risposta fu una risata. Forte, lunga e che si spostava nel bosco. Sentirono passi intorno, nel buoio della notte, che spezzava rami secchi. E quella risata non smetteva più di risuonare. Luca cercava di seguire passi e risata nel buio. Ma nulla. Non si vedeva nulla. La paura invase anche lui "Ragazze, svelte, nella tenda!" come se avessero potuto trovare protezione da quel rifugio. Ma i tre vi si infilarono comunque. Ile abbracciava Mia, mentre Luca continuava a riprendere il tutto. Non riusciva e non voleva spegnere la telecamera. Le urla ora si univano alle risate. Le sentivano fuori dalla tenda, tutto intorno. Poi silenzio. Tutto a un tratto. E poi.spasmi. La voce nel buio cominciò ad ansimare come in preda ad uno stato di eccitazione. Fu allora che la tenda cominciò a muoversi. Come una mano che la accarezzava da fuori. Mia ed Ile urlarono. E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte, come se era proprio quella paura ad eccitarla. Le mani sulla tenda aumentarono, giravano intorno. E gli spasmi divennero mugolii. "Vattene via!" urlò Ile tenendo stretta a se Mia. Ma la voce si fece più intensa. Rideva e godeva, godeva e rideva. Finchè cominciò a godere, sempre più forte, come in preda ad un orgasmo animale. Ile fu sopresa quando sentì che Mia cominciò a toccarla. Si staccò da lei spaventata. "Mia che ti succede?" Ma Mia non la sentiva più. Si spogliò nuda. I suoi occhi erano vuoti. Si toccava e ansimava. Si sdraiò per terrà e allargò le gambe. Si affondò due dita nella fica e cominciò a masturbarsi con foga, girando la testa a destra e a sinistra, come posseduta da una forza esterna a lei. Luca la riprendeva senza poter far altro. Anche lui era come in uno stato di ipnosi. La voce di Mia si faceva più forte nei suoi mugolii e la sua mano sul clitoride aumentò il ritmo. Godette lì davanti a loro, tra urla di piacere immenso. Ile non sapeva che fare. Si sentiva eccitata anche lei, ma cercava con tutte le sue forze di restare lucida. "Mia!" chiamava, ma Mia non la sentiva, continuava a godere sotto le sue stesse mani. Poi buio e silenzio. Domenica Al loro risveglio Mia era sparita. E ancora una volta si ritrovò nuda accanto a Luca, nudo anche lui. Ma questa volta non erano solo nudi. Luca l'abbracciava. "Luca svegliati, dov'è Mia?" Luca aprì gli occhi si mise a sedere ancora intorpidito dal sonno e si guardò intorno. E quando guardò Ile granò gli occhi. "Ile.!" la chiamò indicandole il ventre. Era tutta sporca di sangue tra le gambe e aveva dello sperma sulla pancia. Inorridita e incredula si passò le mani sopra e poi guardò Luca, cercando una risposta. Ma lui scosse la testa spaventato. "Mia!" urlò Ile "Miaaaaa!" Ma nessuna risposta. "Luca, cos'hai fatto?" chiese guardandosi le mani sporche. "Non so Ile, non ricordo nulla!" rispose "Andiamocene ti prego!" La ragazza prese tremando dei fazoletti e si pulì. Calde lacrime cominciarono a bagnarle le guance, guardando i bianchi fazzoletti sporchio di sangue e sperma. Si rivestì e uscì fuori a cercare Mia. Luca aveva ripreso in mano la telecamera dopo essersi rivestito. Appena fuori dalla tenda Ile urlò. Altri falli rossi erano dipinti sugli alberi. Ile si avvicinò tremante. Toccò la vernice, che questa volta le sembrò diversa. Era sangue. "Miaaaaaaaaaaaaaaaaaa!" "Miaaaaaaaaaaaaaaaaaa!" Ma nulla. Luca, anche lui ora fuori dalla tenda e dietro la telecamera disse di smontare subito tutto e andarsene da quel bosco maledetto. Passò la telecamera alla ragazza e in fretta cercò di mettere tutto apposto. Sistemati gli zaini, anche quello di Mia, decisero di andarsene. Sarebbero arrivati al paese e chiamato aiuto per l'amica scomparsa. Dovettero lasciare lì lo zaino di Mia. E si incamminarono. Luca chiese la cartina a Ile che la cercò nella tasta dove l'aveva riposta, ma non la trovò. Di nuovo in preda alla paura decisero di proseguire verso una direzione. Ad est, verso il sole, con la speranza che ciò li avrebbe condotti almeno fuori dal bosco. Camminarono in fretta. Luca continuava a riprendere. Aveva Ile davanti a se. Ogni tanto la vedeva chiamare l'amica ma nulla. Si fermarono solo per mangiare un boccone e poi ripresero a camminare. E fu verso il crepuscolo che Luca la chiamò. "Ile, guarda!" Lo scenario che gli si prospettò davanti fu incredibile. Trovarono una specie di altare fatto da pietre, al centro di una sequenza di alberi in circolo. Sopra l'altare c'era un sacchetto di pelle. Intorno, appesi agli alberi, vari falli in legno di diverse dimensioni, ciondolavano mossi da un leggero venticello. Ile si avvicinò all'altare, seguito da Luca e la sua telecamera. Prese il sacchetto con la mano che le tremava. Era bagnato. Lentamente slacciò lo spago che lo chiudeva. L'aprì e urlò. Porse a mano aperta il sacchetto a Luca che lo riprese da vicino. Si distinguevano pezzi di carne insaguinata. Ile li spostò col dito dell'altra mano. Con occhi spalancati riconobbe due capezzoli, le grandi labbra della farfallina e un pallino. "Cos'è?" chiese Luca con una voce sottile e timorosa. "Un.clitoride!" disse Ile, buttando a terra schifata il sacchetto e pulendosi le mani sporche di sangue addosso. "Scappiamo!" disse spaventata. "Ma non possiamo!" rispose Luca. Ormai è buio. Non possiamo andare da nessuna parte. "Non mi interessa!" gli urlò in faccia piangendo disperata. Gli voltò le spalle e si mise a correre. Luca la inseguì e la bloccò afferrandola da un braccio. L'abbracciò e le disse di calmarsi. Avrebbero montato la tenda e vegliato tutta la notte in attesa del giorno. E poi si sarebbero rimessi in cammino. Lei era stanca e sfiduciata, ma acconsentì. La notte li avvolse in poco tempo. Accesero il fuoco e si infilarono nel loro piccolo rifugio. Ile cominciò a piangere disperata. Luca la tenne stretta. Poi le prese il viso tra le mani e dolcemente la baciò. "Ileeeeeeeeeee!" sentì urlare da fuori "Ileeeeeeeeeeeeeeeeeee!" "Mia!" disse Ileana staccandosi da Luca e guardandolo speranzosa negli occhi. Uscì di corsa dalla tenda. Sentì di nuovo la voce dell'amica nel buio. Prese una torcia e si mise a correre nel bosco seguendola. Continuava a chiamarla, ma ogni volta sentiva quella voce sempre più lontana. Luca la seguiva illuminandola con la luce della telecamera. Ile correva disperata. Finché non si trovarono di fronte ad una vecchia casa abbandonata. Sentirono la voce venire dall'interno. Entrarono. La voce veniva dal piano superiore. Ma adesso, oltre il suo nome, risentì le risate e gli spasimi. Tutto si mischiava confondendola. Salì al piano di sopra, ma non trovò nulla. Il buio la circondava e ciò che vedeva con la lampadina era relativo ad un piccolo cerchio di luce. Luca la chiamò da giù a squarciagola. Scese in fretta. Arrivò al piano terra, ma non lo trovò più. Si sentì chiamare dallo scantinato al quale si accedeva da una piccola scala in legno. La percorse in fretta chiamando Luca e Mia alternativamente. Quando arrivò al piano si fermò. Illuminò lo sfondo. Tremante e spaventata al punto da non riuscire a proferire parola, guardò lo scenario che gli si prospettò di fronte. Luca era seduto in un angolo, nudo, con le braccia aperte, inchiodate alla parete. In mezzo alle gambe era sporco di sangue che zampillava dal linguine. La testa alta la guardava con occhi sbarrati. Aveva qualcosa in bocca. Gli si avvicinò leggermente, cercando di non cedere sulle gambe che le tremavano. Illuminò il viso. E fu allora che si accorse che ciò che aveva in bocca era il suo stesso pene. Urlò forte. Poi si sentì sbattere a terra come se fosse stata spinta. Qualcosa la teneva con la testa schiacciata a terra. Non poteva muoversi, né liberarsi da quella presa. Urlò sentendosi tagliare i vestiti da una forbice. Prima la camicia e poi i pantaloni della tuta. Tutto si svolse in fretta e si ritrovò nuda, con le tette schiacciate sul pavimento freddo e il sedere per aria. La risata che in quei giorni li aveva tormentati, ora era dietro di lei. Si sentì allargare le gambe con forza. Era terrorizzata. Emise un urlo spaventoso, quando con forza si sentì dolore tra le cosce, nel ventre. Qualcosa la stava violentando. Sentì il caldo del suo sangue che le colava. Altre spinte, sempre più forti. Ad ogni colpo che riceveva dietro, quel mostro le alzava la testa, verso il suo Luca nell'angolo. Le dava il tempo di guardarlo e poi le sbatteva la testa per terra. La cosa dietro di lei stava godendo mentre la martorizzava. Era una donna.lo sentiva dalla voce.era la Puttana di Blair. Poi buio e silenzio. Lunedì. Ile fu ritrovata che vagava nuda sul ciglio del bosco. Era sporca e rivoli di sangue scivolavano dal ventre, lungo le gambe che a stento le permettevano ancora di camminare. Il suo sguardo era vuoto. La sua mente era persa. Continuava a chiamare Luca e Mia con voce debole. Ma non disse altro. La notte urlava nel sonno, a volte rideva, a volte sembrava godere. Il sangue continuò a scorrerle tra le gambe in un'emorraggia che nessun dottore riuscì a fermare. Finchè un giorno non al ritrovarono morta dissanguata, nuda sul lettino del letto d'ospedale, con le gambe divaricate e il sangue che aveva intriso tutto il lenzuolo sotto il suo bacino. Le mani sporche del suo stesso sangue. Un braccio rovesciato oltre il letto, verso il basso. L'altro al viso, con la mano in bocca. Gli occhi erano spalancati e iniettati di sangue in un eterno sguardo pieno di paura. |
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| sciscicchia ha scritto: > Spero di essere ancora in tempo. Non sapevo che scrivere. Poi ho avuto > un'illuminazione. Buona lettura. > > *** Cut >Finchè un giorno non al ritrovarono morta dissanguata, > nuda sul lettino del letto d'ospedale, con le gambe divaricate e il sangue > che aveva intriso tutto il lenzuolo sotto il suo bacino. Le mani sporche del > suo stesso sangue. Un braccio rovesciato oltre il letto, verso il basso. > L'altro > al viso, con la mano in bocca. Gli occhi erano spalancati e iniettati di > sangue in un eterno sguardo pieno di paura. Scisci' hai fatto morire di paura anche me, accidenti a te! :-) Bello e avvincente, mi è proprio piaciuto. Pensa che mentre ero assorta nella lettura nel silenzio di questa casa sul mare dove mi trovo, un forte e improvviso rumore fuori, di non so nemmeno che, mi ha fatto saltare per aria! Brava comunque. :-) Un bacio. Oss |
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Il 10 Lug 2005, 15:44, "sciscicchia" <sciscicchia.ile...........> ha scritto: > Spero di essere ancora in tempo. Non sapevo che scrivere. Poi ho avuto > un'illuminazione. Buona lettura. > > *** Cara sciscicchia, l'unico modo che conosco di avere rispetto per te è dirti quello che penso. Ed è quello che farò. Se, poi, la cosa continua a non piacerti, me lo fai di nuovo sapere e, la prossima volta, ti dirò solo quello che ti va oppure non ti dirò niente. Premetto, anche se dovrebbe essere superfluo, che i giudizi che esprimo sono e vogliono essere unicamente personali, basati sul mio modo di intendere lo scrivere ed il raccontare. Allora, il racconto non mi è piaciuto. Sull'idea non discuto, può andare bene e può essere divertente l'averla così personalizzata con una Ile, una Mia, un Luca. Non discuto neanche il finale granguignolesco perché rientra a buon diritto sia nell'EDS che nel tema che hai voluto trattare. Ma, secondo me, è scritto piuttosto male. Intanto ritengo sia eccessivamente lungo e, nella prima parte nella quale non succede niente per un po', noioso anche per l'eccesso di descrizioni. Ma anche la parte centrale, quella nella quale ci sono episodi, è eccessivamente lunga e noiosa. I personaggi sono alquanto improbabili, o, almeno, lo spero. In particolare quel Luca che continua a riprendere in qualsiasi situazione. Anche quando questa diventa drammatica e pericolosa e sarebbe ben più utile fare qualcos'altro. Finché non gli cazzano il cazzo in bocca. Infine, la scrittura è, per i miei gusti personali ma, ritengo, anche per alcune valutazioni oggettive, piuttosto lacunosa. Ci sono degli errori probabilmente dovuti alla fretta. Ricordo un paio di urlo, sostantivo, con la o accentata. e qualcos'altro. Ma, in particolare, ho notato l'uso di termini ed espressioni del tutto inadatte. Quasi che tu non ne conoscessi bene il significato. Per esempio: - Mugolò il ragazzo, quasi a vezzeggiare la paura delle ragazze. Non ha senso usare "vezzeggiare" riferito alla paura. La paura si alimenta o si attenua, a seconda dell'intendimento. - Un senso di impotenza li colpì, perché si resero conto che nessuno di loro si era accorto di nulla. Non dovrebbero avvertire un senso di "impotenza" in questa situazione, ma di sorpresa, o di sgomento, a seconda dell'intensità. - E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte.... E' piuttosto ardito sostenere, a meno di sostenerlo con un certo tipo di scrittura che non c'è, che la voce abbia degli "spasimi", in quanto gli spasimi sono contrazioni muscolari difficilmente attribuibili alla voce. E qualcos'altro ancora. Ecco, sciscicchia, questo è quanto. Secondo me, visto che ti piace scrivere e che hai fatto delle cose carine, dovresti cercare di scrivere racconti brevi, con articolazioni semplici. Dovresti curarli nella parte ortografica affidandoti al correttore di word e, soprattutto, dovresti usare termini del cui significato sei sicura. Anche qui word può darti una mano. Un caro saluto uno -------------------------------- Inviato via http://arianna.........../usenet/ |
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| "ossimora" <ossimora.virgilio.it> ha scritto nel messaggio news:1121006017.598803.82850.z14g2000cwz.googlegro ups.com... > > Scisci' hai fatto morire di paura anche me, accidenti a te! :-) > Bello e avvincente, mi è proprio piaciuto. daiii....ha fatto lo stesso effetto ame mentr elo scrivevo. Ero immersa nella scrittura e ad un certo punto mi sono ritrovata ad immaginare una scena in maniera così forte, verso la fine, che mi sono ritrovata a sgranare gli occhi. Fors eperchè ho visto sto film la settimana scorsa verso le 11 di notte ed è finito verso l'1. Non facevo altro che accedere e spegnere la luce. Finchè non ho deciso di lasciarla accesa. poi ad un certo punto ho sentito dei rumori in camera e di scatto ho riacceso la luce. Era mio padre che era venuto a spegnermela. Avevo il cuore in gola. Manco l'esorcista mi ha fatto quest'effetto. Ma credo sia perchè è un film che va avanti solo ad immaginazione e suspance. Cmq sono contenta ti sia piaciuto. :-* > > Pensa che mentre ero assorta nella lettura nel silenzio di questa casa > sul mare dove mi trovo, un forte e improvviso rumore fuori, di non so > nemmeno che, mi ha fatto saltare per aria! Lo stesso effetto di mio padre quando in piena notte mi è venuto a spegnere la luce! :-P > > Brava comunque. :-) > > Un bacio. Oss Un bacio anche a te! :-) |
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| "sciscicchia" | Poi ho avuto un'illuminazione. c u t | Prima la camicia e poi i pantaloni della tuta. Punto 1. Fa paura. Punto 2. Ok è liberamente ispirato a... Punto 3. Vabbe' che dovevano andare in un bosco... ma la camicia con i pantaloni della tuta! Insomma ha fatto bene la strega a strapparle le vesti a questa Ileana. Un po' di gusto, cacchio! Punto 4. I numeri dovresti scriverli a lettere. Erano le otto. Molto più bello, anche graficamente, di: "erano le 8". Punto 5. Dovresti leggerlo lentamente, magari sussurrando, se non puoi leggere ad alta voce. Sistemare la punteggiatura, eliminare le ripetizioni. Definire la proprietà di linguaggio. Cancellare ciò che ti appare superfluo. Che sta lì ma che non ti aggiunge nulla al racconto. Inoltre, se posso permettermi, ti do due dritte. Sarebbe stata graziosa una descrizione della strega o dei rapporti sessuali fra i tre protagonisti, tanto per aggiungere *pause* e pepe al racconto. Ken Follet scrive i suoi romanzi, che personalmente non amo, ma che gradisco, seguendo uno schema infallibile: ad ogni pagina aggiunge un fatto nuovo, mandando in "suspance" quello precedente. E' un meccanismo, questo, che ti tiene incollato al racconto, fornendoti un gusto maggiore nel consumare il *prodotto* scritto. I libri di Ken Follet, per inciso, sono tra i più venduti al mondo. Infine due parole sui luoghi. Sarebbe stato utile, per te narratore, ambientare i fatti in una zona da te conosciuta, in modo da aiutarti nella descrizione e rendere ancora più realistico il racconto. Insomma fatti sotto, Ile! Krip |
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> Cara sciscicchia, l'unico modo che conosco di avere rispetto per te è > dirti > quello che penso. Ed è quello che farò. Se, poi, la cosa continua a non > piacerti, me lo fai di nuovo sapere e, la prossima volta, ti dirò solo > quello che ti va oppure non ti dirò niente. Caro uno, mi fa piacere vedere il tuo nome tra i lettori del mio racconto. E mi fa piacere sapere che finalmente ti rivolgi a me, parlando direttamente con me. Devi essere sincero..alla verità riesco a sopravvivere, l'indifferenza mi consuma, ma solo perchè mi tormento chiedendomi perchè! :-) > > Premetto, anche se dovrebbe essere superfluo, che i giudizi che esprimo > sono > e vogliono essere unicamente personali, basati sul mio modo di intendere > lo > scrivere ed il raccontare. E io prometto che baserò il nostro rapporto solo sulla professionalità dello scrivere. Niente troieggamenti...sarò seria! > > Allora, il racconto non mi è piaciuto. Peccato! > Sull'idea non discuto, può andare bene e può essere divertente l'averla > così > personalizzata con una Ile, una Mia, un Luca. Giuro, ho provato a cercare nomi diversi, ma so che quando penso a loro so già come si comporterebbero se la situazione fosse reale. Così che non mi piace mettere, almeno per ora nomi diversi. Oltretutto Luca fa il videoproduttore, chi meglio di lui per questo ruolo. :-) > > Non discuto neanche il finale granguignolesco perché rientra a buon > diritto > sia nell'EDS che nel tema che hai voluto trattare. Posso prendere almeno questo come parvenza di un complimento? Giusto un'anticchia per la mia femminilità! > > Ma, secondo me, è scritto piuttosto male. Proprio male male???manco maluccio, manco, che ne so...poco bene, fa più "gentile". No, proprio male...ok! > > Intanto ritengo sia eccessivamente lungo e, nella prima parte nella quale > non succede niente per un po', noioso anche per l'eccesso di descrizioni. Beh, ho cercato di mettere il minomo indispesabile per far capire ils enso del socumentario, lo scenario. Le emozioni. onsidera che ho cercato di seguire l'andamento di un film, in poche pagine. Io pensavo fosse anche poco delineato. Ma > anche la parte centrale, quella nella quale ci sono episodi, è > eccessivamente lunga e noiosa. E' che quando scrivo, come sempre mi perdo. Troppe scene e troppi cambi repentini...rileggendolo questo ho provato io. Ma si vede che le sensazioni sono diverse. > I personaggi sono alquanto improbabili, o, almeno, lo spero. In > particolare > quel Luca che continua a riprendere in qualsiasi situazione. Anche quando > questa diventa drammatica e pericolosa e sarebbe ben più utile fare > qualcos'altro. Questo è un complimento. E' la stessa riflessione che ho fatto io vedendo il film. Ciò significa, a mio avviso, che sono riuscita a riprodurre la stessa reazione. Quelli stavano per essere ammazzati e lui continuava a riprendere. Ma mi sa che non hai visto il film. >Finché non gli cazzano il cazzo in bocca. Si, povero Luca. quando ho immaginato quella scene mi sono dispiaciuta per lui e per quando lo leggerà. Ma la cosa mi ha fatto anche sorridere, così l'ho scritta! > > Infine, la scrittura è, per i miei gusti personali ma, ritengo, anche per > alcune valutazioni oggettive, piuttosto lacunosa. Hai ragione. Dovevo andare a mare, le amiche mi aspettavano e non potevo aspettare di ritornare per postarlo. Così mi sono affidata a word. Ma rileggendolo ho notato anch'io molti errori, di grammatica e punteggiatura. > La paura si alimenta o > si attenua, a seconda dell'intendimento. > > Non dovrebbero avvertire un senso di "impotenza" in questa situazione, ma > di > sorpresa, o di sgomento, a seconda dell'intensità. > > E' piuttosto ardito sostenere, a meno di sostenerlo con un certo tipo di > scrittura che non c'è, che la voce abbia degli "spasimi", in quanto gli > spasimi sono contrazioni muscolari difficilmente attribuibili alla voce. Giuste osservazioni. Ci sono cose che devo correggere nella mia scrittura. Nonostante tanti libri letti, mi rendo conto che ancora uso delle espressioni in modo scorretto. La prox volta farò le cose con più calma. > > Ecco, sciscicchia, questo è quanto. > Secondo me, visto che ti piace scrivere e che hai fatto delle cose carine, > dovresti cercare di scrivere racconti brevi, con articolazioni semplici. Va bene...però adesso non mi prendere per una che scrive da ieri. Articolazioni semplici mi sa di ragazzetta delle elementari alle prime armi. E a me piace, modestamente e lo dico, come scrivo. Posso usare parole imporprie o sbagliare l'andamneto di alcune frasi, ma non reputo il mio scrivere così immaturo. Ma sempre sono punti di vista diversi. > Dovresti curarli nella parte ortografica affidandoti al correttore di word Quel bastardo mi ha tradito. Non mi ha corretto alcune parole semplicissime e scritte con una lettera al posto di un'altra. Ma daltronde è solo una macchina, per quanto perfetta, ma pur sempre una macchina! > e, soprattutto, dovresti usare termini del cui significato sei sicura. Questo è un preziosissimo consiglio. La prox volta troverò prima il significato della parola "ardita" che voglio usare, così non sbaglio, tipo spasimi invece di spasmi. Ehi, no aspetta un attimo: il vocabolario dice che "spasmi" è la contrazione involontaria delle fibre muscolari, mentre "spasimo" è un dolore fisico acuto o strazio. E nella mia frase: "- E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte...." la parola si adatta bene nel senso di strazio della voce. Professore, stavolta mi sa che hai toppato tu. ;-) > Un caro saluto > uno Un caro saluto sciscì |
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| "> Punto 1. Fa paura. Risposta 1. Spero sia un complimento! :-) > Punto 2. Ok è liberamente ispirato a... Risposta 2. Si liberamente ispirato a... > Punto 3. Vabbe' che dovevano andare in un bosco... ma la > camicia con i pantaloni della tuta! Insomma ha fatto bene la > strega a strapparle le vesti a questa Ileana. Un po' di > gusto, cacchio! Risposta 3. Scacco alla mia femminilità. Ma un jeans era più duro da tagliare. Così che ho pensato alla tuta. Avrei dovuto abbinarla con il pezzo di sopra, ma è stato un errore. La prox volta tuta a strap...o minigonna così non deve essere strappato o tagliato nulla. Anche se in un bosco non è l'ideale. > Punto 4. I numeri dovresti scriverli a lettere. Erano le > otto. Molto più bello, anche graficamente, di: "erano le 8". Risposta 4. Lo terrò a mente per la prox volta. Hai ragione cmq, mi scocciava scriverle a lettere. :-) > Punto 5. Dovresti leggerlo lentamente, magari > sussurrando, se non puoi leggere ad alta voce. Sistemare la > punteggiatura, eliminare le ripetizioni. Definire la > proprietà di linguaggio. Cancellare ciò che ti appare > superfluo. Che sta lì ma che non ti aggiunge nulla al > racconto. Risposta 5. Perdonami padre perchè ho peccato, avevo fretta di andare a mare e non l'ho riletto. Ma voglio denunciare che il server mi ha levato i puntini di sospensione e quindi alcuni che sembrano punti non hanno senso. Cmq chiedo perdono! :-D > Inoltre, se posso permettermi, ti do due dritte. Vai...ascolto...anzi leggo! > Sarebbe stata graziosa una descrizione della strega o dei > rapporti sessuali fra i tre protagonisti, tanto per > aggiungere *pause* e pepe al racconto. Salto Kan Follet, il quale con il suo "I quattro pilastri della terra" è riuscito a farmi incazzare, eccitare, piangere e ridere, quindi non metto bocca. UNO mi dice che è lungo e troppo descritto, tu che è poco descritto. La strega, e mi sa che non hai visto il film e te lo consiglio, non si vede. Di lei si sentono solo urla, rumori, pianti di bambini (nel film dico). Ed è ciò che mette ansia. Anche il fatto di non sapere come possa violentare la ragazza essendo una femmina è un mistero che ho ricondotto al film. In cui lei trova morto l'amico, nella scena finale e subito dopo si accascia con la telecamera e il film finisce. Ho cercato di dare il senso d'angoscia che lei mi ha creato nel film. E ti assicuro che ce ne vuole molto a farmi stare così. Vedo film horror da quando ero piccola. E solo l'esorcista, come ho detto ad Ossimora, mi ha dato una minima parte di quello che ho provato con sto film. Ti consiglio di vederlo. Per quanto riguarda il rapporto tra gli amici, se mi fossi dovuta fermare a descrivere tutto non avrei finito più: C'era tanto da dire e dovevo concentrarlo in un racconto adatto a isr senza dividerlo in parti. Così che ho dato l'idea di tutto. > > Infine due parole sui luoghi. Sarebbe stato utile, per te > narratore, ambientare i fatti in una zona da te conosciuta, > in modo da aiutarti nella descrizione e rendere ancora più > realistico il racconto. Non volevo focalizzare il tutto sul bosco. Mi serviva come sfondo per le scene. Infatti ho cercato di concentrami sui particolari macabri che la Puttana lasciava ogni mattina. > > Insomma fatti sotto, Ile! > > Krip Eheheh...io direi che devi vedere il film. Cmq grazie...l'unica cosa che non ho capito è se ti è piaciuto. E' l'unico punto che mi sa che non hai svolto. ;-) Come hai detto che ti piacciono i baci??? ;-*** |
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sciscicchia ha scritto: > Spero di essere ancora in tempo. Si è sempre in tempo. Io mi sono infognato un racconto che sarà pronto per il prossimo eds fantastico. Prima impressione: non male Motivo: il racconto ha un taglio horror e riesci a comunicare, anche se solo nel finale, un certo orrore/repulsione. Diffetto principale: poco originale per chi ha visto il film. cut > E, soprattutto, quando la sua spudorata curiosità, Scelgo una frase a caso: meglio non usare aggettivi o, se li usi, fallo in modo differente. > discutevano del documentario sulla Puttana di Blair. E poi scoppiavano La Puttana di Blair ha un suono evocativo e mi piace > La spesa era fatta. La macchina era pronta. Luca, con la telecamera in > mano, aveva cominciato a girare il documentario. Mia diede il primo > ciak e Ile cominciò, con una punta di nervosismo ed emozione, a > raccontare. Paragrafo come questo: li potevi tagliare, non servono. cut > Urlò forte. Poi si sentì sbattere a terra come se fosse stata spinta. > Qualcosa la teneva con la testa schiacciata a terra. Non poteva muoversi, né > liberarsi da quella presa. Urlò sentendosi tagliare i vestiti da una > forbice. Prima la camicia e poi i pantaloni della tuta. Tutto si svolse in > fretta e si ritrovò nuda, con le tette schiacciate sul pavimento freddo e il > sedere per aria. La risata che in quei giorni li aveva tormentati, ora era > dietro di lei. Si sentì allargare le gambe con forza. Era terrorizzata. > Emise un urlo spaventoso, quando con forza si sentì dolore tra le cosce, nel > ventre. Qualcosa la stava violentando. Sentì il caldo del suo sangue che le > colava. Altre spinte, sempre più forti. Ad ogni colpo che riceveva dietro, > quel mostro le alzava la testa, verso il suo Luca nell'angolo. Le dava il > tempo di guardarlo e poi le sbatteva la testa per terra. La cosa dietro di > lei stava godendo mentre la martorizzava. Era una donna.lo sentiva dalla > voce.era la Puttana di Blair. > Poi buio e silenzio. Questo, che era il pezzo forte, ti è riuscito abbastanza bene. Ma, concordo con kripton, la camicia con la tuta? Mi è subito tornato in mente il pigiama con gli orsi con sotto il perizoma! A parte gli scherzi, un abbigliamento troppo "di ruolo", tipo biancheria di pizzo, rende banale un racconto ma uno così porta la mente a inorridirsi per motivi non voluti diminuendo l'effetto del sangue che cola. Ultima cosa; il finale va bene ma se lo anticipavi meno attraverso le parole del vecchio, era più efficace. aC. |
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Kripton ha scritto: > "sciscicchia" > > Punto 4. I numeri dovresti scriverli a lettere. Erano le > otto. Molto più bello, anche graficamente, di: "erano le 8". e dilla tutta kript, per esteso solo fino a due cifre (o fino a dodici, a secondo delle scuole di pensiero), poi meglio in numeri, con esclusione di milioni e miliari ecc. che andrebbero scritti per esteso. )aC. |
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| "Acciaio" <lo.shrike_togliunderscore.fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio news:hYfAe.12021$b93.1712.tornado.fastwebnet.it... > Prima impressione: non male > Motivo: il racconto ha un taglio horror e riesci a comunicare, anche se > solo nel finale, un certo orrore/repulsione. > Diffetto principale: poco originale per chi ha visto il film. Cut > Ultima cosa; il finale va bene ma se lo anticipavi meno attraverso le > parole del vecchio, era più efficace. > > aC. Non ti dispiacere se mi fermo a questi due. Il resto dei suggerimenti li terrò a mente per la prox volta. Per quanto riguarda la prima parte: poco originale. Buh...non so se hai ragione o torto. Ragione perchè mi sono attenuta molto alle seuqenza del film. Torto perchè per ricreare le stesse sequenze del film e renderlo diverso ci ho pensato pensato parecchio, finchè ieri non mi sono alzata e l'ho scritto. Non è semplice costruire un horror. Se scrivo seuqenze di sesso riesco a fondere momenti vissuti con desideri, ma basati cmq su mie esperienze. Scrivere horror che facciano davvero effetto ci vuole davvero arte, come il tuo fantasi dalle palle d'acciaio. Sono cose non vissute, la paura, l'angoscia, le sequenze. E' tutto frutto di reazioni che devi immaginare. Ode a Stephen King. Il film è stato per me un filmone, che come sempre valuto in base a quanto mi fa paura. Non potevo pretendere di essere all'altezza. Sicuramente ho sbagliato a non andare prima a mare e postarlo poi con tranquillità. Ma fa nulla...sono contenta di aver partecipato anch'io all'eds! :-) Per quanto riguarda il finale, forse hai ragione, ma faceva parte del rito...e un rito lo è se ripetuto. Se non lo facevo anticipare dal vecchietto non lo si sarebbe capito. Volevo dare l'idea di rituale di stregoneria, versione hard. E per variare ho fatto morire la seconda diversamente dalla prima. :-) P.S. Per la tuta e la camicia: ammetto..ho cercato di lanciare una nuova moda...ma mi sa che non ci sono riuscita...uffa! :-D |
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Il 10 Lug 2005, 21:06, "sciscicchia" <sciscicchia.ile...........> ha scritto: > Questo è un preziosissimo consiglio. La prox volta troverò prima il > significato della parola "ardita" che voglio usare, così non sbaglio, tipo > spasimi invece di spasmi. Ehi, no aspetta un attimo: il vocabolario dice che > "spasmi" è la contrazione involontaria delle fibre muscolari, mentre > "spasimo" è un dolore fisico acuto o strazio. E nella mia frase: > "- E a quelle urla gli spasimi della voce si fecero più forte...." la > parola si adatta bene nel senso di strazio della voce. Professore, stavolta > mi sa che hai toppato tu. ;-) > Se la cosa può farti piacere, fa piacere anche a me. Sani uno -------------------------------- Inviato via http://arianna.........../usenet/ |
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| "uno nero" <uno_nero...........> ha scritto nel messaggio news:83Z176Z85Z246Y1121084754X8156.usenet.libero.i t... > Il 10 Lug 2005, 21:06, "sciscicchia" > > Se la cosa può farti piacere, fa piacere anche a me. > > Sani > uno allora siamo contenti in due....ma basta? non hai altro da dire...sulle altre cose che ti ho detto? ok...resto professionale! ciao |
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| sciscicchia ha scritto: > The Blair Bitch Project > Era convinta che sarebbe stato un documentario originale, fantastico e, > soprattutto. Nn ho visto il film in questione ma questo racconto non mi ha convinta troppo. Ho letto cose tue molto + belle. Alla prossima Sugar |
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sciscicchia ha scritto: > "Acciaio" <lo.shrike_togliunderscore.fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio > news:hYfAe.12021$b93.1712.tornado.fastwebnet.it... > > > > Non ti dispiacere se mi fermo a questi due. Il resto dei suggerimenti li > terrò a mente per la prox volta. > Per quanto riguarda la prima parte: poco originale. Buh...non so se hai > ragione o torto. Ragione perchè mi sono attenuta molto alle seuqenza del > film. Al film mi riferivo. In questo senso credo sia stato determinate il gioco della telecamera, forse era lì che dovevi scartare. Torto perchè per ricreare le stesse sequenze del film e renderlo > diverso ci ho pensato pensato parecchio, finchè ieri non mi sono alzata e > l'ho scritto. Non è semplice costruire un horror. vero, hai fatto bene a tenere un filo esistente. Allora ti ripeto, se la trama la lasciavi uguale ma toglievi il goco della telecamere e lo sostituivi con altro forse nemmeno avrei riconosciuto la trama. Così, per cattiva memoria mia, non ho apprezzato le modifiche da te fatte. Piccoli trucchi. cut > > P.S. Per la tuta e la camicia: ammetto..ho cercato di lanciare una nuova > moda...ma mi sa che non ci sono riuscita...uffa! :-D Lol, direi di no. Ma non perdere le speranze: magari una nonpiùtuta tascosa e sbridellata che cade sui fianchi con, che so, una camicia strapiccina a mezza manica... un bacio aC. |
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| "Acciaio" <lo.shrike_togliunderscore.fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio news:2LBAe.13966$b93.8168.tornado.fastwebnet.it... > > Lol, direi di no. Ma non perdere le speranze: magari una nonpiùtuta > tascosa e sbridellata che cade sui fianchi con, che so, una camicia > strapiccina a mezza manica... > > un bacio > > aC. Idea geniale e molto chic...me lo disegni, così me lo faccio realizzare da mia madre??? Lo intitolerò "l'Acciaio fashion tuta", che poi sembra più il nome di un negozio....baci baci :-) |
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